Pronta una procedura d'infrazione

Bruxelles: la Ue teme elezioni anticipate in Italia, che renderebbero difficile la manovra correttiva

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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Commissione Ue

BRUXELLES – Nel documento che accompagna le previsioni invernali della Commissione Ue (che il commissario Pierre Moscovici presenterà oggi 13 febbraio) si parla esplicitamente di «incertezze politiche» legate alle «elezioni che si svolgeranno in Europa quest’anno», in Olanda, Francia, Germania, e – forse – anche Italia.
L’esplicito riferimento al nostro Paese deriva dal fatto che gli organismi comunitari da sempre sono abituati ad analizzare la situazione economica italiana, preoccupandosi dei rischi legati «all’incertezza politica».
Soprattutto tenendo conto che, per quanto riguarda la posizione da assumere nei confronti della Ue, mentre il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, vorrebbe attuare alla svelta le misure chieste da Bruxelles, come del resto ha promesso il 27 gennaio scorso al termine della riunione dell’Ecofin, Matteo Renzi, nella sua veste di segretario Pd, è di un altro parere. Preferisce rovesciare il tavolo, non fare la manovra, e magari condurre proprio una campagna elettorale contro l’Ue che manda «ridicole letterine» sullo 0,2% e fa le pulci all’Italia sulle spese per il terremoto (che invece non sono parte della trattativa).
Con queste premesse la Ue, se dovesse prevalere la tesi del voto anticipato a giugno, pretenderebbe comunque il varo delle misure richieste in tempi rapidi, pena l’inizio della procedura d’infrazione, che sarebbe pesante in clima elettorale. Mentre se il voto si allontanasse, potrebbe concedere più tempo al nostro paese, essendo minore il rischio di non attuazione delle misure.

In effetti la Commissione chiede al Governo l’approvazione rapida di una parte della manovra correttiva da 3,4 miliardi. Giusto in tempo per il rapporto sul debito italiano che sarà pubblicato il 22 febbraio. Altrimenti su Roma potrebbe cadere la mannaia della procedura d’infrazione, con sovranità economica limitata e reputazione compromessa. Ma la Commissione fa sapere che le misure annunciate dal Ministro Padoan, se attuate, possono sistemare tutto. Tuttavia il 22 febbraio la Commissione pubblicherà il rapporto previsto dall’articolo 126.3 del Trattato sul debito italiano, del tutto fuori dai parametri di Maastricht visto che l’importo è intorno al 133% del Pil.

Il seguito lo sapremo comunque molto presto, forse addirittura subito dopo la Direzione del Pd in programma questo pomeriggio, 13 febbraio, nella quale molti orizzonti si chiariranno.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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