Dopo la direzione del Pd

Manovra: da Renzi un altolà al ministro Padoan. Niente nuove tasse

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Il ministro Gian Carlo Padoan aveva accolto con sollievo le parole concilianti da parte del commissario Moscovici in merito alla correzione della manovra, dopo le avvisglie di bufera che arrivavano da Bruxelles. Ma in serata, dopo la Direzione Pd, il suo umore deve essere cambiato. Infatti al tesoro si attendevano le nuove stime europee per capire se avrebbero dato un aiutino al governo a caccia di risorse, ma probabilmente dopo l’esito della direzione Pd c’è chi si chiede se la manovra correttiva si farà davvero, quantomeno nelle dimensioni e nei numeri promessi per iscritto alla Ue.

«Caro Pier Carlo, la procedura di infrazione va evitata, ma i 3,4 miliardi non si recuperano aumentando le tasse. Ci vuole un disegno che consenta di continuare sulla strada della crescita». Così ha scritto Renzi a Padoan, che adesso si troverà nell’impossibilità materiale di recuperare il miliardo e mezzo di nuove entrate promesso a Moscovici. La tabellina sottostante, ripresa da La Stampa, è significativa.

Renzi suggerisce la strada, parla dell’ipotesi webtax, pur ricordando che funzionerebbe solo a livello europeo e si dice poi favorevole a rafforzare alcune misure contro l’evasione, salvo ricordare i cinque miliardi di maggior incassi (da 14 a 19) appena resi noti dall’Agenzia delle Entrate.

Il compito di Padoan sarà molto difficile, per non dire impossibile. Del resto la tabellina della Commissione Ue nelle previsioni invernali dedicata all’andamento del «deficit strutturale» – quello che non tiene conto del ciclo economico e delle componenti temporanee  – è implacabile: -1,6 nel 2016, -2 nel 2017, -2,5 per cento nel 2018. Detta più chiaramente: a Bruxelles sono convinti che a meno di una manovra lacrime e sangue anche nel 2018 l’Italia accumulerà nuovo deficit per svariati miliardi. Un misto di pessimismo e forse di realismo su quel che il governo potrà fare in autunno in ossequio alle regole europee.

 

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