Si parlerà anche del testo unico

Pubblico impiego: piano straordinario per superare il precariato storico

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

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ROMA – Il piano straordinario di assunzioni per il superamento del precariato storico della P.a. interesserà quanti hanno maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi. Sarebbe questa l’anzianità richiesta, secondo quanto si apprende. Nelle bozze della riforma Madia finora circolate, infatti, il numero di anni non era ancora stato specificato. Si tratta anche di dare risposte all’Europa, che da tempo ha acceso un faro sui contratti a termine nella P.a italiana.

D’altra parte i tre anni sono anche il tetto massimo di precariato consentito nel privato. La norma quindi avvicinerebbe i due mondi. Resta però da definire il lasso di tempo entro cui calcolare i tre anni. Un confine essenziale per potere circoscrivere la platea degli interessati. Il piano straordinario per le assunzioni coprirà il triennio che va dal 2018 al 2020 e si snoderà su un doppio binario: dando la possibilità di far entrare a tempo indeterminato chi già lavora in una data amministrazione a tempo determinato ed è stato selezionato tramite concorso; consentendo di aprire bandi che riservino almeno il 50% dei posti disponibili a personale interno con contratti di lavoro flessibile. L’intervento che ha fatto da apripista, sul cui modello è basato anche questo piano, è quello, lanciato dal governo l’estate scorsa, che ha consentito alla amministrazioni comunali di risolvere il problema del personale scolastico, precario, di materne e asili nido.

Oggi 15 febbraio cadrà il velo su tutto il nuovo Statuto della P.a, è stato infatti convocato il tavolo con le organizzazioni sindacali per fare il punto su un riordino che va dalla lotta all’assenteismo a un nuovo sistema di valutazione. In questi momenti sono in corso gli ultimi ritocchi al testo. Tra le novità dell’ultima ora, ci sono i dettagli sulle misure speciali per tutelare chi è già parte integrante della macchina pubblica anche se con rapporti di lavoro precari. Il piano straordinario per le assunzioni coprirà il triennio che va dal 2018 al 2020 e si snoderà su un doppio binario. Da una parte si dà la possibilità di trasformare in fisso chi già lavora in una data amministrazione a tempo determinato ed è stato selezionato tramite concorso; dall’altra si consentirà di aprire bandi che destinino almeno il 50% dei posti disponibili al personale interno con contratti di lavoro flessibile.

Quindi chi ha già fatto un concorso può essere assunto senza doverne fare di nuovi, mentre gli altri avranno l’opportunità di poter partecipare a un concorso contando su una riserva, su una quota consistente di posti a loro dedicati.
L’intervento che ha fatto da apripista, sul cui modello è basato il piano, è quello, lanciato dal governo l’estate scorsa,
che ha consentito alla amministrazioni comunali di risolvere il problema del personale scolastico, precario, di materne e asili nido. Resta da definire la data da cui far scorrere i tre anni, fonti sindacali parlano di cinque anni, quindi se si inizia nel 2018, il conto partirebbe dal 2013, che poi è l’anno in cui, secondo la Ragioneria generale dello Stato, le stabilizzazioni hanno esaurito la loro spinta. Sempre tra i sindacati c’è chi vorrebbe andare più indietro, fino al 2009. L’arco di tempo entro cui far rientrare l”anzianità minima rappresenta quindi un nodo ancora da sciogliere. Ed è per questo altrettanto azzardato stabilire una platea, posto che i contratti a tempo nella P.a. sono poco più di 80 mila concentrati nella sanità e negli enti territoriali (dati Aran), mentre i co.co.co si fermano poco sotto le 38 mila unità.
Le ultime questioni saranno affrontate nel tavolo con i sindacati. «Per noi ci sono tre fatti importanti – dice il
segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo – e coincidono con tre articoli del Testo unico: il 2, il 5 e il 40, che
riguardano lo spazio da riservare alla contrattazione».

Per il segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava, «è importante sanare una lunga storia di precariato e permettere di utilizzare nella P.a forme di contratto come l’apprendistato qualificato, così da dare spazio a giovani laureati». La Cisl insiste anche per inserire nel decreto la defiscalizzazione dei premi».

Il segretario generale della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, parla di un inizio positivo.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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