I dati Inps rielaborati dalla Funzione pubblica

Voucher: troppi comuni li utilizzano al posto delle assunzioni. La denuncia della Cgil

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – Giorno dopo giorno, la Cgil continua a diffondere le liste di chi in Italia ha usufruito di più dei buoni lavoro fino ad arrivare alla cifra monstre di 145 milioni di voucher utilizzati lo scorso anno. E dopo l’elenco delle principali aziende, ora è la volta della Funzione Pubblica della Cgil che sottolinea che, secondo i dati ricevuti dall’Inps, ci sono molti Comuni che utilizzano i voucher. Solo guardando ai primi 200 utilizzatori in totale si individuano 7 comuni, Benevento, Padova, Vallo della Lucania, Vasto, Ancora, Trecase e Boscoreale. Solo per queste 7 amministrazioni i prestatori di lavoro accessorio sono stati 1.078 per una spesa complessiva di 2.418.150 euro nel 2016 per attività che hanno causali ricorrenti, quali manifestazioni sportive fieristiche ed eventi culturali o lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione dell’ente, mentre alcune risultano non classificate.

Lo rivelano i dati forniti dall’Inps alla Cgil e rielaborati dalla Funzione Pubblica. Numeri alla mano: Benevento (201 prestatori con voucher per una spesa complessiva di 721.510 euro nel 2016), Padova (135 prestatori per 361.330 euro), Vallo della Lucania (401 prestatori per 334.400 euro nel 2016), Vasto (73 prestatori per 266.740 euro), Ancona (89 prestatori per 261.350 euro), Trecase (93 prestatori per 246.140 euro), Boscoreale (86 prestatori per 226.680 euro) per una spesa complessiva pari a 2.418.150 euro per 1.078 lavoratori.

La Funzione Pubblica Cgil sottolinea, inoltre, che nella lista dei primi 200 figurano inoltre anche altre strutture della Pa, dei servizi sociali e assistenziali. «Questo dimostra che – afferma la segretaria, Serena Sorrentino – il blocco delle assunzioni ha spostato al di fuori del rapporto di lavoro pubblico fette di lavoro che tra appalti, esternalizzazioni e precariato hanno tolto opportunità di impiego stabile a tanti e prodotto diseconomie, il cui prezzo lo hanno pagato i lavoratori e i cittadini. C’è una grande sperequazione tra le qualifiche per le quali i Comuni hanno fatto ricorso ai voucher che dimostra quanto rinnovare il contratto e aggiornare i profili professionali sia una necessità ma soprattutto quanto sia improcrastinabile lo sblocco delle assunzioni».

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Camillo Cipriani

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