Occorre riconoscerlo in fase presintomatica

Medicina: L’Alzheimer potrebbe essere favorito da troppo zucchero nel sangue: uno studio sulla rivista Sscientific Reports

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Salute e benessere, Top News

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ROMA – L’Alzheimer potrebbe essere favorito da troppo zucchero nel sangue: infatti uno studio pubblicato sulla rivista Sscientific Reports mostra che l’eccesso di zucchero (iperglicemia) disattiva nel cervello un enzima protettivo importante per difendere le cellule nervose da danni e proteine tossiche.
Secondo quanto riferito dall’autore dello studio Jean van den Elsen dell’Università di Bath (GB), la disattivazione di questo enzima – chiamato MF – potrebbe rappresentare un momento critico nelle primissime fasi di sviluppo dell’Alzheimer, una specie di molla che dà il via alla malattia.
Intanto un altro studio mostra che l’Alzheimer potrebbe essere riconosciuto prima ancora che abbia fatto il suo esordio (in fase presintomatica), analizzando il linguaggio delle persone. Infatti coloro che svilupperanno la demenza tendono a fare frasi più complicate, periodi più contorti e lunghi, spiega l”autore dello studio Janet Cohen Sherman, psicologa clinica del Massachusetts General Hospital di Boston.
Non è la prima volta che si lega la demenza senile a problemi come il diabete o l’obesità; talora alcuni scienziati hanno addirittura soprannominato l’Alzheimer diabete del cervello, proprio a voler evidenziare una connessione tra le due malattie.
Nello studio britannico gli esperti hanno visto che in effetti a lungo andare l’eccesso di zucchero nel sangue porta a reazioni tossiche nel cervello (processo di glicazione) che disattivano l’enzima protettivo, MF, impedendogli di svolgere il proprio lavoro. L’eccesso di zucchero che perdura nel tempo segna a un certo punto l’avvio della malattia quando i danni a MF sono irreversibili.
Presentato in occasione del meeting dell’American Association for the Advancement of Science in Boston, lo studio Usa, invece, mostra la possibilità di prevedere se una persona apparentemente sana e senza particolari deficit di memoria o cognitiva si ammalerà di Alzheimer, usando un test del linguaggio che studi appunto come parla quella persona.

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Camillo Cipriani

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