Testi parzialmente diversi da quelli attesi

Pubblica amministrazione: uscito il testo ufficiale degli ultimi decreti, bollinati dalla ragioneria generale

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – E’ uscito il testo dei decreti sulla riforma della pubblica amministrazione, nella versione bollinata dalla Ragioneria, che prevedono alcune disposizioni parzialmente diverse da quanto ci si aspettava, ovverosia dai testi circolati fino a quel momento.

IDONEI – Ad esempio il numero di idonei in concorsi pubblici non potrà più superare il limite del 20% dei posti messi a bando; si fissa quindi la quota a livello più basso tra quelli circolati nelle diverse bozze (l’ultima riportava un tetto del 30%). Oggi, invece, spesso gli elenchi degli idonei sono più lunghi di quelli dei vincitori.

CONCORSI – Sempre sul fronte dei concorsi, viene previsto che il ministero della P.a. elabori, d’intesa con Regioni ed enti locali, linee guida sullo svolgimento delle prove concorsuali e sulla valutazione dei titoli, ispirate alle migliori pratiche.

PRECARI – Per quanto riguarda i precari, le misure per l’assorbimento del precariato storico non possono essere applicate dai comuni che in ciascuno degli anni del quinquennio 2012-2016 non hanno rispettato i vicoli di finanza pubblica. Quindi sono esclusi dal piano straordinario per il superamento del precariato nella P.a i comuni in rosso cronico.

TETTO SPESA – La spesa per il salario accessorio dei dipendenti pubblici quest’anno «non può superare il
corrispondente importo determinato per l”anno 2016. Si prevede quindi l’invarianza della spesa per quel che riguarda la parte variabile della retribuzione degli statali. Si tratta di fotografare il quantum, l’ammontare, per consentire la progressiva armonizzazione dei trattamenti accessori, in un’ottica di semplificazione amministrativa e valorizzazione del merito.

BARBAGALLO – Il commento del segretario confederale della Uil, Carmelo Barbagallo: «per il pubblico impiego è finita la discussione parziale sul testo unico e si è aperta la prospettiva per i rinnovi. Tra qualche mese si può iniziare a fare i contratti di comparto».

Dunque i sindacati sembrano generalmente soddisfatti del risultato fin qui acquisito. Il che non meraviglia molto, visto che Brunetta accusa il governo di aver rimesso il pubblico impiego nelle mani dei sindacati. Che invece sarebbero stati validamente contrastati da Renzi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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