Gli interventi dei rappresentanti dei partiti

Regione toscana vitalizi: bocciata proposta di legge per la riduzione presentata dal M5S

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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La sede del Consiglio regionale della Toscana

Palazzo Panciatichi, in via Cavour, sede del Consiglio regionale della Toscana

FIRENZE – Una proposta di legge, presentata dai consiglieri del gruppo M5S per un’ulteriore riduzione temporanea dei vitalizi per gli ex consiglieri è stata respinta dall’aula con ventidue voti contrari, essenzialmente quelli del Pd,  e quattordici voti favorevoli.

Il Consiglio, nella scorsa legislatura, aveva deciso di abolire i vitalizi e, con la legge finanziaria del 2015, aveva inoltre introdotto un prelievo proporzionale aggiuntivo per quelli ancora in essere nel triennio 2015-2017, destinando i risparmi alle emergenze sociali ed ambientali.

La proposta di legge del M5S puntava a rideterminare le percentuali previste per il 2017, ultimo anno interessato dalla precedente riduzione, estendendole fino al 2020. Per avere un’idea, per la fascia più bassa, fino a mille euro, finora esente, veniva fissata al 5%. Per la fascia più alta, superiore a seimila euro, la percentuale passava dal 15% al 30%.

Il presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd), illustrando il testo, ha rilevato che i parametri tradizionali di temporaneità, ragionevolezza, proporzionalità, evocati dalle sentenze della Corte costituzionale, venivano rispettati. Qualche perplessità nasceva invece per la retroattività.

«Una proposta di buonsenso, che investe un privilegio direi medievale, che solo in questo paese ci troviamo a combattere – ha sintetizzato Gabriele Bianchi (M5S) – In Italia ci sono sei milioni di pensionati che riscuotono meno di mille euro, due milioni meno di 500 euro, 400 mila pensionati se ne sono già andati via. Ci sono lavoratori che a sessantasei anni sono ancora sulle impalcature, per un lavoro che non è considerato usurante». A suo parere le perplessità sulla retroattività sono facilmente superabili con un’opportuna riformulazione del testo. «Anche per noi è una proposta di buonsenso – ha affermato Marco Casucci (LN) – E siamo convintamente a favore». «Liberi da interessi personali, perché nessuno qui percepirà vitalizi per effetto di una legge approvata dal Consiglio regionale – ha osservato Leonardo Marras (Pd) – La scelta di riduzione temporanea introdotta con la legge del 2015 vale per tutto il 2017. E’ su questo ultimo anno che la proposta del Movimento Cinque Stelle vuole intervenire, ma non ha molto senso. Ha senso, invece, aspettare la conclusione del ciclo e poi fare una valutazione. La sede opportuna è la nuova legge di stabilità». Secondo Tommaso Fattori (Si-Toscana a sinistra) «un piccolo passo potrebbe essere fatto fin da subito. I criteri di temporaneità, proporzionalità e ragionevolezza indicati dalla Corte costituzionale sono rispettati – ha osservato – La destinazione dei fondi per il contrasto alla povertà e le emergenze sociali è un segnale importante della direzione da intraprendere». Giovanni Donzelli (FdI) ha presentato un emendamento per fissare a cinquemila euro netti al mese (dieci volte la minima) il limite massimo che non può essere comunque superato.
«Il vitalizio è un privilegio e, come tale, può essere ridisegnato, fissando limiti ed introducendo magari il calcolo con il sistema contributivo» ha dichiarato Manuel Vescovi, annunciando il voto favorevole di Lega Nord. «Stiamo parlando di privilegi, non di diritti – ha aggiunto Giacomo Giannarelli (M5S) – Ancora una volta abbiamo la conferma che il Partito democratico è a favore dei privilegi dei politici e contrario al contenimento dei costi della politica».

Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ha precisato che l’approvazione della legge sull’abolizione del doppio vitalizio ha spinto l’ottanta per cento degli interessati a presentare ricorso, su cui si pronuncerà il giudice amministrativo. «Sono nate molte perplessità – ha affermato – al punto che nel bilancio abbiamo accantonato 800 mila euro nel caso fossimo soccombenti».

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