Annuncia una vertenza con la giunta di Enrico Rossi (uscito dal Pd)

Firenze, Nardella: «Case popolari come ghetti, troppi immigrati». E attacca la legge della Regione Toscana: «E’ permissiva»

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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Dario Nardella e Enrico Rossi

FIRENZE - Enrico Rossi è appena uscito dal Pd e il sindaco di Firenze, Dario Nardella, renziano da sempre, attacca la legge regionale sulle case popolari. Giudicandola troppo permissiva. Ma finora non era così permissiva? In un'intervista 
a Lady Radio, il sindaco ha detto: «Tra emergenza sfratti, graduatorie dell'emergenza sociale e regole per la graduatoria ordinaria degli alloggi popolari, finiamo per avere un terzo di italiani e due terzi di immigrati: questo non funziona, lo dico da politico di sinistra, questo significa trasformare i nostri complessi immobiliari in ghetti. Le regole della legge regionale toscana sono destinate a creare tanti ghetti nelle nostre città. Il rischio è di  andare in direzione modello banlieue parigine»

Nardella annuncia di voler «aprire immediatamente una vertenza con la Regione: abbiamo avuto problemi in un complesso, quello di via Toscanini, dove ci sono troppi immigrati - ha detto il sindaco - la legge regionale non ci mette in condizione di equilibrare il rapporto tra italiani e stranieri. Il vincolo di cinque anni di residenza in Italia è troppo poco, bisogna aumentarlo e la regione Toscana deve battere un colpo su questo, altrimenti trasformeremo i nostri alloggi Erp in ghetti. La ghettizzazione con palazzi di famiglie di immigrati non è una soluzione. Non so - aggiunge il sindaco - quale sia la soglia (di residenza minima richiesta agli 
stranieri per avere un alloggio popolare) prevista dalla legge nazionale, ma credo che si possa arrivare a 10 anni. Vuoi avere un alloggio popolare? Bene, devi essere residente in Italia da almeno 10 anni». 

Il sindaco spiega anche di ritenere che ci vuole un giro di vite anche sui controlli e fa un esempio: «Famiglia rom, non mandi il figlio a scuola? Devi essere punita. E tra le punizioni ti levo anche la casa. Qui non è questione di razzismo, è una questione di civiltà».

AGGIORNAMENTO DELLE 17

La replica della Regione

In base agli ultimi dati disponibili dell''Osservatorio sociale regionale gli immigrati
negli alloggi Erp rappresentano l'8,6% della popolazione assegnataria. E' quanto si legge in una nota della Regione in merito alle dichiarazioni del sindaco di Firenze Dario Nardella
sulle case popolari.

«Su questi temi serve maggiore cautela - osserva l'assessore toscano alle politiche abitative, Vincenzo Ceccarelli - perché il rischio che paventa il sindaco Nardella si affronta anche, per esempio, con scelte urbanistiche e non solo con i criteri di accesso alle graduatorie per un alloggio pubblico, come dimostra l'eccellente intervento realizzato a in zona Gavinana. Per quanto mi riguarda, sono abituato a partire dalla considerazione che la difficoltà e l'indigenza non hanno colore o nazionalità e ricordo che chi si trova ad avere nella disponibilità un
alloggio popolare lo ha ottenuto secondo le leggi vigenti, salvo che non lo abbia occupato 
abusivamente. Quanto ai controlli ed al contrasto di eventuali abusi, come tutti ben sanno, questi sono e resteranno una competenza dei Comuni e dei soggetti gestori, non della Regione.  Mi sorprende - afferma ancora Ceccarelli - che il sindaco Nardella contesti così duramente la legge 41 del 2015, approvata con il parere favorevole dell'Anci. Mi risulta che, già all'epoca, l'assessore Saccardi avesse seguito sulla questione le indicazioni riconducibili alla sentenza della Corte costituzionale 40/2011, in relazione ad una legge regionale del Friuli-Venezia Giulia sull''accesso ai servizi essenziali, nella quale si diceva che prevedere limitazioni di tale diritto, utilizzando il criterio della storicità, non doveva tradursi in norme discriminatorie. Come Dario sa bene - prosegue -, noi da più di un anno siamo impegnati in una importante opera di riforma delle politiche della casa, che tenga conto dell'emergenza abitativa e delle questioni sociali che il sindaco evidenzia. Su questi temi, è aperto da mesi un tavolo di confronto con Anci e tra pochi giorni sarà in discussione in Consiglio regionale il documento preliminare alla proposta di legge sul Testo unico in materia di edilizia residenziale pubblica. Registro il fatto che fino ad oggi i Comuni non hanno mai posto il problema nei termini che leggo sulle agenzie di stampa essere attribuiti a Nardella. In ogni caso, questo è il momento giusto per discutere anche delle questioni sollevate dal sindaco, nelle sedi istituzionali, ancora prima che la legge arrivi all'esame del Consiglio, che deciderà nell'esercizio del potere che gli è riservato».

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