Dopo l'esame del Tesoro

Monte Paschi: previsto il 9 marzo Consiglio d’Amministrazione, ma sul piano l’ultima parola l’avrà l’Europa

di Camillo Cipriani - - Lente d'Ingrandimento

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MILANO – Si comincia a entrare nel vivo delle procedure, dopo le molte consultazioni e attività preparatorie svolte dal management e anche dal Governo italiano, in contatto con la Bce e i servizi della Commissione Ue. La prossima sarà certamente una settimana intensa per i vertici di Monte dei Paschi di Siena alle prese con la definizione del nuovo piano industriale. Il management della banca senese sta lavorando intensamente su diversi fronti, visto che al consiglio d’amministrazione fissato per il 9 marzo si punta a varare la bozza del nuovo piano. Uno dei fronti aperti, inoltre, è quello della cessione dei crediti deteriorati che dovrà  avvenire in tempi brevi.
Se nel board del 9 marzo ci sarà il via libera alla bozza del nuovo piano, il documento sarà poi trasmesso al ministero dell’Economia per l’avvio formale del confronto con la Commissione europea. Il cda approverà definitivamente il piano industriale dopo l’esito del confronto che, direttamente o indirettamente, coinvolgerà banca, Tesoro, Commissione europea e Bce.

Tra i tanti aspetti in ballo c’è quello dell’ammontare della ricapitalizzazione. Se l’aumento di capitale sarà di 8,8 miliardi, come chiede la Bce, e il Tesoro ne metterà 6,6 – come emerso finora – il governo, da quanto emerso finora, dovrebbe essere socio al 70%. Nell’ambito di questo quadro i vertici della banca auspicano che lo Stato discuta con i manager quali saranno gli obiettivi da raggiungere.
Altro tema caldo del piano industriale è quello dei tagli di personale e filiali che, con ogni probabilità, le autorità europee vorranno più incisivi rispetto a quelli previsti nel vecchio piano. E poi c’è il tema dei crediti deteriorati con la banca che sta valutando, secondo quanto aveva riferito nei giorni scorsi l’ad di Mps, Marco Morelli, quale meccanismo sia migliore per fare in modo che la banca si liberi in tempi ragionevoli degli stock di npl. Mentre sul burder sharing dovranno decidere le autorità europee.
La situazione della banca va comunque migliorando. Sui depositi, aveva evidenziato Morelli, «è stata invertita la tendenza. La banca sta riprendendo il modus operandi positivo». Anche se negli ultimi 12 mesi – ha spiegato – «abbiamo perso miliardi di masse commerciali. E’ molto facile perdere clienti e volumi di business ed è molto difficile riprenderli».
Dal 20 marzo, intanto, sarà efficace la decisione di Ftse Russel, la società che gestisce il paniere di Piazza Affari, con la quale Mps lascerà il Ftse Mib, il listino dei 40 titoli a maggior capitalizzazione di Borsa Italiana.

Vedremo in futuro quali saranno le decisioni della Bce e delle autorità europee, anche se i contatti avuti finora dovrebbero indirizzare le trattative per il verso giusto.

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