Le decisioni al prossimo Cda

Alitalia: tensione fra Etihad e le banche creditrici. Montezemolo lascia, subentra Gubitosi

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Il barometro in casa Alitalia punta decisamente a tempesta. Cresce infatti la tensione fra Etihad e le banche azioniste-creditrici, giacché il Presidente Luca Cordero di Montezemolo sta per lasciare ed il suo posto dovrebbe essere preso da Luigi Gubitosi, ben visto dai soci finanziari e non dalla compagnia emiratina.

Tutto ciò avverrà nel corso di un CdA già convocato per esaminare il piano, che si terrà a Milano, presso la sede di Unicredit. La tensione riguarda soprattutto l’Ad Cramer Ball, che i soci italiani vorrebbero allontanare, per far gestire la compagnia da Gubitosi. Etihad si è opposta fermamente in quanto Ball è il suo uomo di fiducia. Dopo un viaggio lampo di Gubitosi ad Abu Dhabi sarebbe stata trovata una mediazione con gli arabi: Gubitosi sarà presidente operativo, con alcune deleghe per affiancare l’attuale Ad.

Resta da vedere se il manager italiano accetterà. Ed il tanto atteso piano? L’advisor Roland Berger è al lavoro per ultimare entro oggi i dettagli del piano di rilancio targato Cramer Ball, incentrato su un importante taglio dei costi e del personale. In pratica tutto il lavoro degli ultimi quattro mesi è appeso ai contrasti interni all’azionariato, anche riguardo alle nomine. A quanto si mormora, la compagnia emiratina Etihad che detiene una quota del 49% sta mostrando i muscoli, forte del suo investimento in tre anni, e sta facendo sentire la sua voce ai partner finanziari (le banche socie Intesa e Unicredit) che detengono il 51% della compagnia.

In una fase così delicata per l’azienda, arriva come una doccia fredda la notizia che dal 27 marzo ci sarà uno stop di 56 voli da e per Reggio Calabria. Una decisione giustificata da Alitalia con il silenzio delle autorità locali e regionali in merito alla questione della gestione del servizio a costi economicamente sostenibili (la continuità territoriale). L’impressione è tuttavia che si tratti di una forzatura e che Alitalia comunque speri che, nel frattempo, qualcuno intervenga per sanare la questione: sembra impossibile che dalla fine di marzo la Calabria resti senza collegamenti.

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