Il giudizio di Mario Draghi

BCE: la ripresa è in aumento, ma l’inflazione continua ad essere debole. Permangono rischi al ribasso dell’economia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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FRANCOFORTE – La ripresa «sembra guadagnare spinta» e l’inflazione nominale «è di nuovo aumentata in larga misura per i prezzi energetici e alimentari», ma «l’inflazione di base continua ad essere debole». Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa seguita al direttivo che ha lasciato i tassi di interesse fermi a zero, come largamente previsto. Nell’Eurozona permangono rischi al ribasso sull’economia, anche se meno pronunciati rispetto al passato, ha poi sottolineato il presidente dell’Eurotower.

La Banca centrale europea rivede poi in meglio le stime di crescita per l’Eurozona: per il 2017 Francoforte ora si aspetta un +1,8% dal precedente +1,7% e per il 2018 a +1,7% da +1,6%. Stabile all’1,6% la crescita per il 2019.

La banca centrale europea ha alzato quindi all’1,7%, dall’1,3% di tre mesi fa, la stima d’inflazione per il 2017, e a 1,6% da 1,5% quella per il 2018. La stima sul 2019 è confermata all’1,7%.

Le riforme strutturali, in tutti i paesi dell’area euro, restano «cruciali» per «contribuire maggiormente a rinforzare la crescita» e creare «un clima più favorevole» alla ripresa, ha poi ribadito Draghi.

Il Consiglio direttivo della Bce continua ad attendersi che i tassi di interesse di riferimento si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività. Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio conferma che continuerà a condurre gli acquisti di titoli e che il “Quantitative easing”  proseguirà all’attuale ritmo mensile di 80 miliardi di euro sino alla fine di questo mese e da aprile scenderà a 60 miliardi fino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario. Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo – prosegue la Bce – è pronto a incrementare il programma in termini di entità e/o durata.

«Attaccare la Germania non ha una giustificazione» e tantomeno dire che l’euro è una valuta manipolata, «la politica monetaria della Bce è indipendente», ha poi ribadito il presidente della Bce in risposta a una domanda sulle critiche dell’amministrazione Trump al surplus commerciale tedesco e alla valutazione dell’euro.

Il senso di un’Europa a più velocità è che «non tutti i Paesi sono pronti a procedere insieme allo stesso modo» e «per come l’ho capito io, il senso è che si tratterà di un accordo aperto, disponibile a qualsiasi altro paese voglia unirsi», ha quindi sottolineato Draghi, spiegando che «per il resto non ne so abbastanza, e forse ne saprò di più stanotte». In serata Draghi parteciperà infatti al Consiglio Ue.

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