La sentenza della Cedu in tema di gestione di spazi internet

Diffamazione: il gestore di un blog non è responsabile di commenti diffamatori pubblicati anonimamente da terzi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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STRASBURGO – Chi gestisce un blog non può essere ritenuto legalmente responsabile per i commenti diffamatori pubblicati anonimamente da terzi. L’ha stabilito la Corte europea dei diritti umani definendo tuttavia alcuni importanti criteri che devono essere presi in considerazione affinchè questa regola possa essere applicata.

A ricorrere a Strasburgo era stato un cittadino svedese secondo il quale, non agendo per
diffamazione contro i gestori di un blog su cui un anonimo aveva postato un commento in cui l’accusava di essere coinvolto con un partito nazista, i tribunali svedesi hanno violato il suo diritto al rispetto della vita privata. Ma i giudici di Strasburgo hanno dichiarato il suo ricorso inammissibile sostenendo che i tribunali nazionali hanno ben bilanciato il diritto dell’uomo al rispetto della vita privata e quello dei gestori del blog alla libertà d’espressione.
La Corte ha tuttavia posto una serie di condizioni.
Innanzitutto i giudici osservano che il commento in questione pur essendo offensivo e diffamatorio non ricade nella categoria del discorso d’odio o dell’incitamento alla violenza.
Inoltre, i gestori del blog non potevano prevedere il commento, dato che non aveva nulla a che fare con il resto del contenuto.
La Corte osserva poi che a gestire il blog è una piccola associazione non profit, sconosciuta al grande pubblico e quindi era improbabile che il sito attirasse molti commenti o che questi fossero letti da molti internauti. Secondo la Corte attendersi che l”associazione ritenesse che
alcuni dei commenti postati potevano infrangere la legge comporta richiederle di adottare misure eccessive e irrealizzabili capaci di minare il diritto alla libertà d’espressione su internet. Infine la Corte rileva che i gestori hanno rimosso il commento, rimasto per 9 giorni online, il giorno dopo aver ricevuto la richiesta dal ricorrente, pubblicando una spiegazione e delle scuse.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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