L'allarme della Coldiretti

Meteo: rischio siccità per il Po, ma anche per l’Arno. A causa delle scarse piogge e di temperature più elevate della media

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – Il fiume Po è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate ad agosto ed inferiore di due metri rispetto allo stesso periodo del 2016, per effetto di un andamento climatico del tutto anomalo in Italia dove anche a febbraio è caduto l’8% di pioggia in meno e le temperature minime sono state superiori di ben 3 gradi rispetto alla media secondo l’Ucea. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sul piu’ grande fiume italiano a Pontelagoscuro dove il livello idrometrico e’ di -4,9 metri, lo stesso di agosto 2016. ma una situazione simile anche per altri grandi fiumi, fra cui l’Arno.

LOMBARDIA – In un inverno caldo e asciutto la sala operativa della Protezione civile della Lombardia ha addirittura emesso un avviso di criticità per rischio incendi boschivi poiché su alcune zone prealpine e sull’appennino si prevedono infatti condizioni particolarmente favorevoli all’innesco e alla propagazione. La situazione del più grande fiume italiano – sottolinea la Coldiretti – è in realtà rappresentativa di una situazione di carenza che riguarda tutti i principali bacini idrografici. Una sofferenza determinata dal fatto che – continua la Coldiretti – molto asciutto è stato anche dicembre con il -67% di precipitazioni mentre gennaio è sotto la media (-4,1%).

TOSCANA, ARNO – Il sito 3Bmeteo ha lanciato l’allarme anche per l’Arno. Nelle ultime settimane, dominate dalla costante presenza dell’alta pressione, si è più volte parlato del problema della siccità al Centro Nord della Penisola. Anche se  negli ultimi giorni lo scenario meteorologico è cambiato e l’alta pressione ha lasciato spazio all’ingresso di alcuni impulsi , le precipitazioni non saranno sufficienti a colmare il deficit accumulato, ma quanto meno potrebbero ridurre il livello di criticità.

In Toscana le aree che risentono maggiormente della crisi idrica sono quelle centro-settentrionali. In particolare la situazione è molto critica sul Bacino del fiume Arno: l’indice SPI calcolato sugli ultimi 180 giorni (Standard Precipitation Index – un indice per la caratterizzazione della siccità) evidenzia una situazione che va dal gravemente secco all’eccezionalmente secco, che è il massimo livello raggiungibile. I settori più penalizzati dell’ultimo mese e mezzo sono l’area costiera pisana e le province di Prato e Pistoia. La pioggia caduta in questi ultimi 3 mesi nel bacino dell’Ombrone e Bisenzio è circa il 50 per cento in meno di quella del 2011 e quasi il 70 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2010.

Il lago di Bilancino ai minimi storici – Questo contesto di grave siccità ha forti ripercussioni anche sui livelli dell’invaso artificiale di Bilancino, che normalmente dovrebbe sopperire al fabbisogno idrico di Firenze e Prato nella stagione estiva. Il lago aveva perso quasi metà della sua acqua e, la scorsa settimana, rileva sempre il sito citato, era a 244,78 metri sul livello del mare (rispetto alla media di 250 metri). Contiene 37.188.640 di metri cubi di acqua, circa 25 milioni in meno sulla media. Ma sono molto bassi anche i livelli delle risorse locali, dalle falde ai pozzi, ai fiumi e ai torrenti.

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Camillo Cipriani

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