Singolare iniziativa ispirata alla Costituzione

Calci: Monsignore pacifista vuole cambiare le preghiere degli aviatori e dei marinai

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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La Certosa di Calci

La Certosa di Calci

PISA – Nell’era delle novità proposte da Papa Francesco, anche i preti si adeguano e cercano di star dietro alle fantasie e alla voglia di novità del Sommo Pontefice. Così un prete pisano vuole cambiare i testi delle tradizionali preghiere dell’aviatore e del marinaio. Ancora non si è azzardato a proporre un cambio di quella del carabiniere o del poliziotto.

Dice dunque monsignor Antonio Cecconi, parroco di Calci (Pisa): «La preghiera dell’aviatore e quella del marinaio, che vengono recitate anche a Calci durante le commemorazioni della tragedia del Monte Serra, dove nel 1977 morirono 38 allievi dell’Accademia navale di Livorno a bordo di un aereo C130, sono inadeguate dal punto di vista teologico e in contraddizione con la Costituzione: ho scritto alla Cei chiedendo di valutare la possibilità di cambiarle». In passato il monsignore era stato direttore della Caritas diocesana di Pisa e vice di quella italiana.
Cecconi, interpellato dall”ANSA, ha poi precisato che «la Conferenza episcopale italiana si è dichiarata non competente perché la valutazione spetta all”ordinariato militare che non ha manifestato grande volontà di cambiamento perché ha detto che si tratta di testi che appartengono a una tradizione cara ai militari».

E’ l’impostazione delle preghiere che non piace al prelato e non singoli passaggi: «Sono preghiere – ha concluso –
che risalgono a una Chiesa preconciliare e a uno Stato che faceva le guerre d’espansione io ho chiesto invece soltanto che i testi fossero allineati ai dettati costituzionale e del Concilio Vaticano II».
Infine, secondo Filippini «dal punto di vista teologico c’è bisogno di approfondire una teologia della pace per rileggere la nostra fede cristiana: è fondamentale insistere con impegno ancora maggiore per la promozione del dialogo ecumenico e interreligioso e occorre che la Chiesa scelga con forza e convinzione teoria e prassi della nonviolenza. Papa Francesco – ha concluso Filippini – lo ha fatto in modo inequivoco nel messaggio per la giornata mondiale della pace ma sarebbe importante che la Chiesa desse un segno concreto: perché non destinare una quota, anche minima, dell’otto per mille al sostegno degli istituti e centri di ricerca impegnati nello studio e nella divulgazione delle scienze per la pace? Ci renderebbe molto più credibili, quando parliamo di pace».

Anche i sacerdoti non sanno più a che Santo votarsi pur di acquisire facile pubblicità a poco prezzo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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