Doccia gelata d'inizio anno

Industria: forte calo della produzione (-2,3%) a gennaio. Il più alto da cinque anni a questa parte

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – Dopo l’esultanza, anche di Renzi, per l’exploit (non solido) della produzione industriale a dicembre 2016, i dati Istat gelano i bollenti spiriti.  Torna a frenare la produzione industriale italiana a gennaio. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso del 2,3% rispetto a dicembre 2016. Il calo è il più ampio da cinque anni. Per trovare una contrazione maggiore bisogna tornare a gennaio 2012, quando il calo era stato del 2,8%.

Corretto per gli effetti di calendario, l’indice è diminuito su base annua dello 0,5% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 19 di gennaio 2016). Entrambi i dati sono peggiori delle attese degli analisti, che prevedevano un incremento del 3,3 su anno e un calo più contenuto dello 0,8% su mese.  Nella media del trimestre novembre-gennaio l’indice aumenta dello 0,5% rispetto al trimestre immediatamente precedente.

Guardando alla variazione mensile, c’è una sola variazione congiunturale positiva nel comparto dell’energia (+3,1%); diminuiscono invece i beni strumentali (-5,3%), i beni intermedi (-3,4%) e i beni di consumo (-1,6%). In termini tendenziali si rileva un aumento marcato nel comparto dell’energia (+14,4%); diminuzioni segnano invece i beni strumentali (-6,2%) e, in misura piu’ lieve, i beni di consumo (-1,9%) e i beni intermedi (-1,4%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+17,1%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+12,7%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+2,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-9,5%), dell’industria del legno, della carta e stampa (-8,5%) e dell’attività estrattiva (-5,9%).

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