I dati dell'Autorità di bacino dell'Arno

Addio inverno, è primavera: l’equinozio alle 11,28 di oggi 20 marzo. E l’acqua non manca: Bilancino è pieno. Siccità al Nord

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Top News

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Primavera a Firenze

FIRENZE – E’ finito l’inverno. Quando? Esattamente alle 11,28 di oggi, 20 marzo, si è verificato l’equinozio di primavera. Che non necessariamente cade il 21 marzo. Motivo? L”equinozio di primavera, che corrisponde anche ad una uguale durata del giorno e della notte, si rileva quando il Sole nel suo moto apparente nel cielo, si trova all’incrocio tra equatore celeste ed eclittica, che è la proiezione nel cielo dell”orbita terrestre, come spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Nell’emisfero australe, questa data segna invece l’inizio dell’autunno. Una data, come si vede, che non è sempre uguale, ma oscilla tra il 19 e il 21 marzo a causa del calendario. L”introduzione di un giorno ogni 4 anni nell’anno bisestile può far oscillare la data dell’equinozio anche di molte ore, sostiene Paolo Volpini, dell’Unione astrofili italiani (Uai). Per esempio, per tutto il secolo l’equinozio di primavera si verificherà il giorno 19 e 20 marzo e perché accada di nuovo il 21 marzo bisognerà aspettare il 2102.

Il lago di Bilancino nel Mugello

Il lago artificiale di Bilancino, nel Mugello

ACQUA – Che primavera sarà quella del 2017? Più pazza di sempre, con qualche brusco ritorno di freddo polare. Ma bisogna aggiungere che arriva dopo un inverno climatologico più caldo di quasi mezzo grado (+0,49) con il 24% di pioggia in meno.  Al Nord è allarme siccità, con il Po in magra come ad agosto. Mentre in Toscana, almeno in provincia di Firenze, la situazione è assolutamente sotto controllo: l’autorità di bacino dell’Arno fa sapere che la diga di Bilancino, che rifornisce l’acquedotto dell’Anconella nei periodi di magra, risulta piena al 90% con oltre 60 milioni di metri cubi d’acqua. Le alte temperature di marzo (dopo un febbraio che in Italia si è classificato al sesto posto tra gli anni più caldi dal 1800 con la colonnina di mercurio che è risultata di 2,11 gradi superiore alla media del periodo di riferimento) hanno provocato l’esplosione contemporanea delle fioriture che provoca una impennata delle allergie da polline. Primule, viole e margherite ricoprono i prati mentre nelle campagne – precisa la Coldiretti – sono fioriti mandorli, albicocchi, peschi e tutte le piante da frutto si sono risvegliate con la diffusione del polline e delle allergie.

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