Il Governo cerca un rimedio

Rai: il tetto dei compensi a 240.000 euro rischia di far sospendere le fiction, anche il Commissario Montalbano

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura, Economia

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ROMA – Brutte nuove in arrivo per la Rai. Dopo che il successo dell’abbonamento in bolletta ha ridotto l’evasione al 3%, ci si aspettava che anche i limiti dei compensi fossero adeguati alle nuove direttive del parlamento. Il tetto dei compensi imposto ai 240mila euro lordi anche per i dipendenti Rai potrebbe perciò  colpire anche le fiction di qualità, volute proprio da Palazzo Chigi.
Il limite ai compensi di artisti e giornalisti di grido dovrà infatti essere esteso anche ad attori, sceneggiatori e registi di Rai Cinema e Rai Fiction, che ovviamente non ci stanno. Così le serie tv che sono in fase di pre-produzione rischieranno di avere un brusco stop, da quelle sul Rinascimento alla co-produzione con gli Usa della serie L’Amica geniale di Elena Ferrante e persino Il commissario Montalbano.

Tutti prodotti che Palazzo Chigi vuole siano di alto livello e che, al contempo, a budget limitato. La vicenda è paradossale se si pensa che da Palazzo Chigi c’è il chiaro mandato di fare della tv di Stato il fiore all’occhiello dell’industria audiovisiva. Per operare in un contesto di alta qualità, con progetti vendibili anche all’estero, sarà difficile riuscire a non superare il tetto imposto dei 240mila euro lordi annui e serie impegnative come la trilogia dei Medici.

Il compenso bloccato scatta nel momento in cui la Rai figuri come produttore insieme a una società privata e la maggior parte delle fiction vengono prodotte proprio con questo sistema. Per questo Rai Fiction che sta già passando in rassegna tutti i contratti di coproduzione già sottoscritti, per valutare l’impatto del nuovo regime di pagamento sul suo lavoro. Il tetto alle retribuzioni può toccare anche opere che vengono pre-acquistate dalla Rai da società terze, come avviene per Il commissario Montalbano (produzione Palomar): questo comporta che la Rai eserciti il controllo editoriale prima di comprarla. Al momento di firmare il contratto, la Rai ha in mano il parere di una società di consulenza che indica il prezzo giusto per quell’opera. Dunque la tv di Stato vede quali siano i costi del prodotto. E può essere costretta a rispettare il vincolo dei 240 mila anche in caso di un semplice pre-acquisto.

Il governo ha chiesto un parere urgente all’Avvocatura dello Stato sul caso. E si è dato tempo fino al 15 aprile per trovare una soluzione. L’ipotesi è quella di un decreto che salvi le retribuzioni degli artisti, degli showman, dei registi e degli sceneggiatori. Al solito in Italia ci sono quelli non uguali agli altri, per i quali si deve trovare la giusta scappatoia. e noi paghiamo in bolletta e con le tasse.

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Camillo Cipriani

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