In futuro maggiori difficoltà per i nostri connazionali

Brexit: l’uscita del Regno Unito dalla Ue, cosa cambia per gli italiani a Londra

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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LONDRA – La premier inglese Theresa May, ha inviato, come preannunciato, al presidente Tusk la lettera con la quale inizia la procedura di uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Ma cosa cambierà per i nostri connazionali, visto che in Gran Bretagna risiedono oltre mezzo milione di italiani, e quali saranno gli effetti per i tanti che stanno decidendo di trasferirsi nel Regno Unito, vista la catastrofica situazione italiana? Quella italiana è una delle più grandi comunità dei nostri connazionali all’estero. Di questi, meno della metà, sono registrati all’anagrafe britannica. Agli altri con la Brexit sarà chiesto di certificare e dimostrare la propria residenza per poi ottenere il permesso di residenza. Ma vediamo punto per punto le possibili conseguenze della nuova situazione

Chi lavora già lì. Chi paga le tasse già da 5 anni nel Paese britannico può richiedere un permesso di residenza o di cittadinanza, magari doppia italiana-inglese. Se invece non si sa se restare o meno si può richiedere un visto di lavoro da rinnovare ogni 2-3 o 5 anni.

Chi vuole emigrare. Chi pensa di trasferirsi nel Regno Unito in futuro, dovrà aspettare il risultato dei negoziati tra Londra e Bruxelles. In bilico ci sono, infatti, i vantaggi oggi garantiti dalla comune appartenenza alla Unione Europea. In particolare potrebbe essere più difficile per un nostro connazionale andare a Londra per cercare un lavoro. L’occupazione andrà trovata prima, dall’Italia prima della partenza.

Studio. Lo studente britannico e quello italiano prima della Brexit avevano uguali diritti. Dalla possibile esenzione dalle tasse universitarie all’accesso ai finanziamenti bancari per pagarle. Adesso, se non ci saranno accordi specifici, le tasse universitarie saranno più alte così come succede al momento per chi va a studiare negli atenei inglesi da fuori Europa.

Turismo. Grossi cambiamenti in arrivo anche per chi vuole andare a Londra per una vacanza. Per fare il classico weekend nella capitale inglese ci vorrà il passaporto e non più soltanto la carta d’identità. Non sarà più garantita la copertura sanitaria della tessera europea, ma bisognerà stipulare un’assicurazione come succede per i viaggi negli Stati Uniti.

Biglietti aerei. Si prevedono pesanti rincari delle tariffe – da e per la Gran Bretagna – quando il Paese uscirà formalmente dall’Unione Europea.

Telefonia. Dopo l’uscita formale del Paese dall’Europa potranno esserci pesanti aggravi tariffari per i viaggiatori che utilizzeranno il telefonino in Gran Bretagna.

Cambio. Al momento la Brexit rappresenta un vantaggio per i turisti che utilizzano l’euro. La svalutazione della sterlina, infatti, rende più conveniente fare acquisti nel Regno Unito e aumenta il potere d’acquisto dei viaggiatori europei.

La Stampa ha raccolto alcune opinioni di italiani che lavorano già a Londra, i quali non sembrano preoccuparsi più di tanto.

Antonio Polledri è il proprietario del Bar Italia a Londra: «Nessuna paura – dice – certo l’economia soffrirà un po’, ma non ci sarà l’impatto sui turisti che possono godere di una sterlina più debole del 15-20 per cento rispetto a nove mesi fa». Polledri ha votato Remain, e come lui moltissimi di origini italiane che stanno a Londra. Sono tranquilli, partecipi però dei timori che albergano in molti connazionali che hanno portato armi e bagagli in Gran Bretagna negli ultimi anni. Alberto Costa, deputato conservatore, assicura: «Bisogna stare calmi, non succederà nulla». Costa ha ottenuto da Theresa May un impegno perché i diritti delle migliaia di italiani (600 mila nel Regno Unito) siano salvaguardati. Alba Lamberti, 41 anni napoletana, lavora per un think tank. «Per me Londra è casa da 10 anni, i miei figli sono nati qui e sono inglesi. Io sono europea dalla testa ai piedi e non so immaginare un futuro diverso per loro»

Ma alcuni  sentono un clima di incertezza, non anno cosa accadrà, si percepiscono ospiti non più graditi. Theresa May ha confermato che il Regno Unito si sente ancora parte dell’Europa, ma la sua dichiarazione non basterà a togliere l’incertezza agli italiani d’Oltremanica, che attendono fatti concreti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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