Accolta la richiesta dei presidenti, mentre per i comuni nessuno slittamento

Finanza locale: province e città metropolitane, rinviato di 90 giorni il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione

di Ezzelino da Montepulico - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – La battaglia ingaggiata da tempo da province e città metropolitane per ottenere più fondi dal governo si avvia verso una conclusione vittoriosa per gli enti locali, ma non per le casse pubbliche. Il decreto firmato dal titolare del Viminale, Marco Minniti, (dm 30 marzo 2017 pubblicato sulla G.U.n.76 del 31/3/2017) ha concesso tre mesi in più di tempo per provare a portare a termine la mission impossible di far quadrare i conti.

Il provvedimento, adottato in base all’art. 151, comma 1, del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (Tuel), è arrivato proprio alla scadenza del termine del 31 marzo, fissata per l’approvazione dei bilanci di previsione. Era stato il decreto Milleproroghe a fissare la dead-line e la scelta di un veicolo di rango primario andava letta proprio nell’ottica del tentativo, da parte del governo, di blindare la scadenza. Ma su tale strategia alla fine ha prevalso il persistente stato di «coma finanziario» in cui versano gli enti di area vasta e la stessa ampiezza della proroga (90 giorni) appare come un implicito riconoscimento della gravità della situazione.

Anche il decreto di rinvio, del resto, non manca di evidenziare che «per le città metropolitane e per le province permangono difficoltà per la predisposizione dei bilanci di previsione 2017/2019, non disponendo ancora in maniera completa di dati certi per quanto attiene alle risorse finanziarie disponibili». Solo che il problema non è tanto la mancanza di certezze sulle risorse, quanto la mancanza di risorse. I tagli operati negli scorsi anni (in particolare, dalla legge di Stabilità 2015) hanno ampiamente superato i risparmi conseguenti al dimagrimento imposto dalla riforma Delrio, portando il livello di finanziamento ben al di sotto della soglia di sopravvivenza, come certificato anche dalla Sose. I tre mesi di extra-time dovranno servire, quindi, soprattutto all’esecutivo, che dovrà cercare altri fondi, oltre a quelli già messi a disposizione dall’ultima manovra. Nel frattempo, gli enti di area vasta dovranno gestire in dodicesimi gli stanziamenti dell’ultimo bilancio approvato. Più sfortunati invece i comuni per i quali non è stato previsto nessun rinvio.

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