Agli indagati è stato notificato l'invito a presentarsi per l'interrogatorio

Firenze: Luigi Marroni (ad di Consip) coinvolto in un’inchiesta sui vertici Asl

di Redazione - - Cronaca, Politica

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Luigi Marroni interviene in Consiglio regionale sui recenti decessi negli ospedali toscani

Luigi Marroni

FIRENZE – Il reato ipotizzato è abuso d’ufficio. L’inchiesta è condotta dalla procura di Firenze e vede coinvolti gli ex vertici della Asl fiorentina, tra cui l’ex dg dell’Azienda sanitaria Luigi Marroni, oggi ad di Consip e teste nell’indagine che ruota intorno alla centrale acquisti della pubblica amministrazione. La notizia dell’inchiesta è pubblicata dall’edizione fiorentina di Repubblica.  Ed è relativa a una delibera della Asl che dette il via libera, nel 2012, a una collaborazione con un ex dipendente andato in prepensionamento. Con Marroni (che poi sarebbe diventato assessore alla sanità della Regione Toscana, dopo le dimissioni di Daniela Scaramuccia), sono indagati l’ex ds dell’Asl Piero Tosi e l’ex direttore amministrativo Niccolò Pestelli. Coinvolti, in quanto la loro firma è sugli atti che portarono alla nomina, anche l’allora capo del dipartimento di prevenzione Giuseppe Petrioli e il dirigente delle verifiche impianti
Daniele Novelli.

Gli indagati, riporta Repubblica, hanno saputo dell’inchiesta in seguito alla notifica, nei giorni scorsi, di
un invito a presentarsi per l’interrogatorio. La collaborazione con l’ex dipendente riguardava gli accertamenti a pagamento, fatti cioè da personale Asl a privati che pagano in base a un tariffario. L’ex dipendente, prepensionato e poi ripreso a lavorare sulla base di contratti annuali, si occupava di verifiche agli impianti degli ascensori. Come scritto nella delibera del 2012, riporta sempre il quotidiano, ha guadagnato fino a 41mila euro l’anno a seconda della quantità di lavoro svolta e la collaborazione in parola è interamente finanziata con le maggiori entrate da parte dei
soggetti privati, derivanti dall’incremento del numero di prestazioni di verifica degli ascensori. Proprio sul fatto che
non si sarebbe trattato di uno spreco per la Asl averlo preso, in quanto il denaro investito ne ha fatto incassare altro –
negli atti si parla di utile per l’azienda – potrebbe basarsi la difesa degli indagati. Ma una legge del 1994 vieta di
stipulare contratti con ex dipendenti prepensionati.

A questo punto c’è chi chiede la rimozione di Luigi Marroni dal suo ruolo in Consip. Lo fa Giovanni Donzelli, , coordinatore dell’esecutivo nazionale e capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale. Che scrive:  «Dopo il comportamento torbido nella vicenda Consip, ora l’indagine nei suoi confronti per abuso d”ufficio: Luigi Marroni  non può rimanere un minuto di più sulla poltrona di amministratore delegato della centrale acquisti della pubblica amministrazione, il Pd e il governo decidano immediatamente la sua rimozione».  Donzelli, ricordando che da anni denuncia il comportamento di Marroni nei vari ruoli che ha ricoperto, sottolinea come sia «incredibile che, nonostante il coinvolgimento in numerose inchieste da parte di esponenti di prim’ordine del governo, parenti e amici di Matteo Renzi, tutti gli attori siano rimasti al loro posto. Dal momento in cui fu nominato – spiega Donzelli – denunciammo la gravità che un personaggio come Marroni  fosse piazzato a Consip. Ancor più grave che oggi rimanga in quel ruolo a gestire i miliardi di euro di soldi pubblici degli appalti della pubblica amministrazione».

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