Concorsi, scorrimento di graduatorie in vista

Lavoro: si aprono possibilità (80.000 assunzioni) nel pubblico impiego, nei prossimi tre anni

di Ezzelino da Montepulico - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Nei prossimi tre anni si aprono possibilità d’impiego per i giovani e non più giovani nella Pubblica amministrazione. Sbloccato il turn over e varata la riforma targata Madia, dalla scuola alla sanità sono in vista 80mila assunzioni Nella scuola, prima di tutto, dove oltre al normale turn over (circa 20- 25mila cattedre), si aggiungeranno i posti che si convertiranno da «organico di fatto», fmora assegnati a un supplente, a «organico di diritto», e quindi da coprire a tempo indeterminato, calcolati dal ministero dell’Istruzione in 25mila. I Comuni attendono un intervento su misura per loro.

Enti locali Il primo ampliamento degli spazi per nuove assunzioni riguarda i Comuni, e dovrebbe arrivare nei prossimi giorni come piatto forte del decreto enti locali. I Comuni infatti hanno subito i limiti stretti sul turn over, che negli enti sopra i 10mila abitanti (dove si concentra il 72% del personale comunale) hanno permesso di coprire con nuove assunzioni un quarto della spesa di personale. Nel 2015-2016 il turn over ordinario si è bloccato del tutto, perché i sindaci (come le Regioni) hanno potuto recepire solo gli esuberi in arrivo dalle Province e dalle Città metropolitane, con un enorme giro di valzer del personale che si è concluso solo alla fine dello scorso anno. Di qui i correttivi che dovrebbero arrivare con il decreto enti locali, e che in base alle ipotesi tecniche elaborate in questi giorni potrebbero alzare dal 25 al 50%, il turn over nei Comuni più grandi, per portarlo fino al 100% in quelli più piccoli.

Scuola Dopo il maxi-piano che, nel 2015, ha stabilizzato circa 90mila professori (riportando il rapporto alunni/insegnanti a 9 a 1), a settembre scatterà una nuova ondata di assunzioni: oltre al turnover (da coprire al 50% stabilizzando precari storici delle «Gae» e al restante 50% da concorsi) si conteggeranno anche le cattedre trasformate da «organico di fatto» in «organico di diritto» (costo 400 milioni l’anno). I concorsi semplificati poi potrebbero portare in cattedra stabilmente ulteriori 6omila precari.

La stabilizzazione Negli uffici pubblici lavorano secondo i dati della Ragioneria generale oltre 81mila precari, titolari di contratti di collaborazione o di somministrazione oppure lavoratori socialmente utili. A loro il decreto sul pubblico impiego che tornerà sui tavoli del Governo per l’approvazione definitiva dopo l’esame delle commissioni parlamentari dedica un piano straordinario triennale di stabilizzazioni che in base ai calcoli del governo potrebbe coinvolgere fino a 50mila persone. Per sperare nella stabilizzazione, secondo il testo approvato in prima lettura poco più di un mese fa, occorre aver maturato tre anni di servizio negli ultimi otto anni all’interno dell’amministrazione che procede alle assunzioni, per cui i numeri effettivi dipenderanno dalla condizione dei singoli uffici pubblici.

In questo modo si potrebbe dare un sollievo all’occupazione, sopperendo alle gravi carenze del Jobs Act renziano, che alla fine si è risolto in un fallimento.

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