L'indagine sul bilancio 2017

Spesa pubblica: la Consulta nel 2017 ci costerà 54 milioni di euro. Per 15 giudici e meno di 200 dipendenti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Dopo la Presidenza della repubblica, il giornale La Notizia ha passato al setaccio anche le spese della Corte Costituzionale, scoprendo spese elevate. Per corretta informazione dei nostri lettori, che debbono conoscere quanto costano le istituzioni della repubblica al contribuente, esponiamo anche le cifre relative alla Consulta. Che nel 2017 costerà 54 milioni di euro. Undici saranno spesi per i trattamenti previdenziali, mentre gli stipendi dei giudici costeranno poco più di 2,5 milioni Prevista una spesa di 584 mila euro per le vetture di servizio.

C’è stata in verità una piccola sforbiciata rispetto agli anni passati anche perché i compensi dei giudici sono stati ridotti del 22,6% passando da 465.138 euro lordi a 360 mila. La spesa per stipendi e oneri previdenziali degli ermellini. A bilancio per l’anno in corso ci sono 2 milioni 530 mila euro solo per le loro retribuzioni. Come detto, ogni giudice percepisce un compenso annuo di 360mila euro lordi (120mila euro in più rispetto al tetto previsto per i dipendenti pubblici), mentre il presidente Paolo Grossi incassa una cifra più alta, 432mila euro lordi.

La spesa indubbiamente più alta è quella riguardante il personale: 29 milioni 14 mila 500 euro. Di questi, 8.480.000 euro se ne vanno per le retribuzioni dei dipendenti di ruolo (174), mentre per pagare l’unico a contratto la Consulta ha previsto di spendere quest’anno 95mila euro. Più alte sono invece le dotazioni previste per le missioni, 313 mila 500 euro, e per i compensi ad incaricati esterni e collegio esperti in contabilità pubblica, 375mi1a euro. E ancora: 48 mila euro se ne vanno in formazione e aggiornamento del personale, 62.500 per l’assicurazione contro gli infortuni, 68.500 per la sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e 290.000 per le spese per i buoni pasto. Quasi 11,5 milioni verranno spesi invece per le pensioni: 3 milioni 849 mila 384 euro per riequilibrare il fondo relativo ai trattamenti degli ex giudici (22 più 12 superstiti) e 7 milioni 643 mila 562 euro per riequilibrare quello degli ex dipendenti (139 più 88 superstiti). Un riequilibrio che recentemente è stato però negato per le pensioni superiori a un certi livello dei cittadini “normali”, visto che la stessa Corte ha ritenuto eccezionalmente legali i contributi di solidarietà.

Una somma considerevole (584 mila euro) è dedicata al noleggio, l’assicurazione, la manutenzione e le spese di funzionamento delle autovetture così come l’uscita prevista per il noleggio attrezzature d’ufficio e servizi integrati di gestione documentale e stampa: 463 mila euro. Mentre 400 mila euro verranno impiegati per la manutenzione dei sistemi informatici e 223 mila per telefonia e manutenzione impianto.

Ci sono anche 264 mila euro stanziati per il funzionamento della struttura sanitaria, che evidentemente è a disposizione dei giudici e compagnia all’interno del palazzo. Per partecipazioni a incontri multilaterali con altre Corti costituzionali, convegni e conferenze, la Consulta prevede di tirar fuori 125 mila euro.

Non c’è male per un’istituzione che annovera 15 giudici e meno di 200 dipendenti.

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Camillo Cipriani

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