Vinto il confronto con una società cinese

Piaggio: la Vespa simbolo del made in Italy. Sentenza del tribunale di Torino. Soddisfazione a Pontedera

di Redazione - - Cronaca, Economia

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MILANO – La Vespa, mito del dopoguerra in Italia, disegnata dall’ingegner Corradino D’Ascanio, è un simbolo del made in Italy. E come tale va protetta: dalle imitazioni e dai cloni. La decisione del tribunale di Torino ha una portata storica. E assume una forte rilevanza dal momento che arriva a pochi giorni di distanza dalle minacce del presidente Usa Donald Trump di imporre dazi commerciali su una serie di prodotti europei, tra cui la Vespa.

Per la prima volta un tribunale italiano emette una sentenza storica per quel modello a due ruote simbolo del
made in Italy, della rinascita nazionale, della Dolce Vita e che continua ad essere riconosciuto nel mondo. La sua
forma, infatti, come hanno stabilito i giudici di Torino, è un’opera di design industriale tutelata dalla legge sul diritto
d”autore e nessun ”clone” può essere commercializzato in Italia. Il gruppo italiano ha accolto con favore la notizia della
sentenza, che conclude positivamente una vicenda cominciata all salone Eicma nel 2013. E naturalmente, la stessa notizia, è stata accolta con soddisfazione a Pontedera, dove la preoccupazione per i dazi americani era stata piuttosto forte.

La decisione del Tribunale di Torino è stata depositata oggi al termine di una causa civile che si è tenuta davanti al
collegio della sezione specializzata in materia di impresa, presieduto da Silvia Vitrò. Una causa che era scaturita da un
procedimento d’urgenza avviato dalla Piaggio, rappresentata dal professore Giuseppe Sena e dall’avvocato Vincenzo Urso dello studio legale Sena e Tarchini, nei confronti di una società cinese, la Zhejiang Zhongneng Industry Group, che produce un modello chiamato Ves che anche nel nome, dunque, ricorda la Vespa.  E’ stata, a sua volta, l’azienda cinese ad agire contro Piaggio per chiedere, in sostanza, che venisse accertato che quel loro modello non era un clone della Vespa, ma il gruppo italiano, come tutta risposta, ha fatto valere in prima battuta il diritto di forma su un modello specifico, la Vespa LX del 2005, e poi anche su tutte le linee prodotte dal 1948 fino ad oggi. Così i giudici hanno stabilito che la forma della Vespa è un’opera che rientra nelle tutele dell”articolo 2 (comma 10) della legge sul diritto d”autore. Una norma che protegge quelle opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico.

Malgrado la Vespa sia di per sé così riconoscibile e senza pari, nei suoi 70 anni di vita nessun Tribunale aveva mai
stabilito che si tratta di un”opera che va protetta dalle imitazioni. Il Tribunale torinese ha vietato, dunque, alla
società cinese di commercializzare Ves in Italia. I giudici, infine, si sono anche espressi sul modello del 2005 della
Piaggio che è stato riconosciuto come un valido marchio di forma tridimensionale.

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