Ha lavorato per oltre tre decenni a La Nazione

Firenze: morto Carlino Mantovani, decano dei giornalisti della Toscana. Aveva 96 anni

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Sport

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La sede de La Nazione, nel viale della Giovine Italia, a Firenze

FIRENZE – Era diventato un mito per amici e colleghi, Carlino Mantovani. Era un cronista sportivo scrupoloso e rigoroso. Carlino è morto oggi, 7 aprile, a 96 anni. Iscritto all’Ordine dal 1956 e all’Associazione Stampa dal 1968,  era il decano dei giornalisti toscani. Lo rende noto l’Associazione Stampa Toscana il cui presidente, Sandro Bennucci (anche direttore di  Firenze Post), con gli organismi dirigenti, annuncia con profondo dolore la scomparsa del collega esprimendo un caloroso abbraccio ai familiari, soprattutto ai figli, Emma e Marco.

Giornalista sportivo, attivissimo e instancabile fino agli ultimi giorni della sua esistenza, Carlino si era formato alla
scuola di Giordano Goggioli, maestro di giornalismo, sportivo e non. A sua volta, Mantovani è stato maestro per generazioni di colleghi, soprattutto per la sua eccezionale capacità di essere cronista. Mai superficiale, sempre attento a ogni particolare fino allo scrupolo. Era approdato al giornalismo dopo un passato da sportivo militante: l’atletica leggera era stata la sua predilezione. Fondo e mezzofondo le sue specialità. Ha lavorato per oltre 30 anni nella redazione sportiva de La Nazione, continuando poi a collaborare anche nell’età della pensione. Ha ricoperto incarichi direttivi nell’Ussi e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 2015 è stato inserito nella Hall Fame della Fiorentina, accanto ai più celebrati campioni di calcio. Era riuscito anche a dedicare tempo al volontariato: è stato per decenni confratello della Misericordia di Firenze. Amava definirsi il giornante del venerdì.

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Conobbi Carlino Mantovani quando avevo 16 anni ed entrai per la prima volta nella redazione de La Nazione per cominciare a collaborare. Per oltre mezzo secolo, Carlino è stato per me un grande esempio: cronista puntiglioso fino allo scrupolo, fino a spaccare il minuto: un gol, nei suoi resoconti, non era mai genericamente al novantesimo. Magari all’89,30″. O al 90,45″. Era stato uno dei migliori allievi di un grande maestro di giornalismo: Giordano Goggioli. E a sua volta Carlino aveva saputo insegnare: soprattutto l’umiltà. Per lui tutti gli articoli erano importanti: anche quando andava a prendere i risultati di un meeting di atletica leggera per ragazzi all’Assi Giglio Rosso. Ho imparato tanto da lui. Ciao, caro Carlino.

Sandro Bennucci

 

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