Soprattutto provenienti da Asia e Medio Oriente

Clima pazzo, insetti «alieni»: c’è la vespa della Cina. Rischio di allergie, l’allarme da Firenze

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura, Salute e benessere, Top News

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La vespa velutina, proveniente dalla Cina in un’immagine rilasciata dall’ufficio stampa della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC)

FIRENZE  – Le variazioni climatiche hanno provocato un autentico boom di insetti «alieni», con aumento esponenziale delle reazioni allergiche. Ogni anno, su 5 milioni di punture, si registrano la bellezza di 400.000 reazioni gravi. Unica arma, il vaccino.

Sono insetti sconosciuti e vespe  provenienti da Cina e Medio Oriente: ormai si incontrano sempre più di frequente anche in Italia, a causa del clima pazzo e delle temperature elevate anche fuori stagione, che del resto si stanno registrando anche adesso. I nuovi insetti aumentano il rischio di allergie e reazioni anche gravi. A mettere in luce il fenomeno sono gli esperti della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) in occasione del 30/mo congresso nazionale a Firenze.

I nuovi arrivati proliferano e pungono: ogni anno sono 5 milioni gli italiani punti da un’ape, una vespa o un calabrone e circa 400.000 i casi di reazione allergica o shock anafilattico da puntura di insetto. Gli imenotteri stranieri, avvertono gli allergologi, accrescono i rischi, perché con l’incremento delle popolazioni di insetti non soltanto aumenta la probabilità di essere punti, ma soprattutto cresce il pericolo di sensibilizzazione a nuove specie velenifere che potrebbero anche dare reazioni crociate con le autoctone.

Tuttora, si contano circa 50 decessi l’anno da puntura di insetto, ma i casi fatali potrebbero aumentare proprio per colpa degli insetti migranti. La cura, affermano gli esperti, è però possibile, almeno nei confronti delle specie note, e passa da una terapia semplice come la vaccinazione: il vaccino per il veleno degli imenotteri è efficace nel  proteggere il 97% degli allergici, ma ad oggi soltanto un paziente su 7 lo sceglie.

L’aumento della temperatura ha dunque effetti su diverse specie, spiega Walter Canonica, presidente SIAAIC: «La Vespa orientalis per esempio, originaria di Sud Est europeo e Medio Oriente e presente soprattutto in Sicilia, sta risalendo la penisola perché trova un habitat proficuo. Peraltro le temperature più elevate possono anche modificare il comportamento degli animali. Così, i nidi di vespa si stanno ingrossando e possono diventare perenni anziché annuali. E nuove specie vengono portate pure attraverso il traffico di persone ed i viaggi: dalla Cina, in questo modo, è arrivata la Vespa velutina, che si sta espandendo ed è già presente in Italia, in Piemonte e Liguria.  Le nuove specie non sono più aggressive di quelle italiane, ma per il semplice fatto di essere nuove implicano un incremento dei rischi per gli allergici: la composizione del veleno, simile ma non identica, può farci trovare disarmati per la diagnosi e le terapie».

Non va dunque sottovalutato il fatto che sono almeno 400.000 gli allergici agli imenotteri che rischiano uno shock grave: per evitarlo, dovrebbero rivolgersi all’allergologo per una terapia desensibilizzante. Recenti sentenze, ricorda Gianrico Senna, vicepresidente SIAAIC, «hanno già obbligato alcune Asl a somministrare gratis il vaccino ai pazienti: è un salvavita, e dovremmo perciò garantirlo a tutti gli allergici agli insetti».

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