Alcune contenenti pellicole datate tra il 1920 e il 1930

Firenze: oltre cento scatole di cortometraggi di Film Luce trovate nelle cantine del liceo Dante

di Redazione - - Cronaca, Economia

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FIRENZE – Quasi per caso, come spesso accade quando tornano alla luce tesori scomparsi, in uno scantinato dello storico liceo classico Dante di Firenze sono apparse oltre un centinaio di scatole arrugginite all’esterno, e in molti casi difficili da aprire, contenenti pellicole datate tra il 1920 e il 1930, che alcuni saggi a campione hanno dimostrato aver conservato perfettamente il contenuto. Sono quei cortometraggi che negli anni del fascismo, ma anche dopo, venivano inviati alle scuole, grazie ad accordi con il ministero della Pubblica Istruzione, direttamente dall”Istituto Luce per far circolare notizie sulla sanità, sul mondo animale, sulla geografia.

Materiale molto interessante, che andrà ora studiato e catalogato: alcune di queste vecchie scatole, ma ce ne sono anche altrettante più recenti (databili tra il 1970 e il 1980), potrebbero contenere copie di cortometraggi che lo stesso Archivio Luce non ha più a disposizione, magari perché bruciate in uno degli incendi che nel secolo scorso interessarono i depositi delle vecchie pellicole realizzate in nitrato di cellulosa, un materiale altamente infiammabile. Lo stesso materiale con il quale erano state realizzate le pizze più antiche trovate nello scantinato del liceo fiorentino, che anche per questo vanno messe in sicurezza. I titoli spiegano la funzione dei cortometraggi proiettati nelle aule di uno dei più antichi licei classici: fu fondato nel 1853 con il nome di Liceo Fiorentino, con un decreto del Granduca Leopoldo II. La sede attuale venne inaugurata nel 1876.

La scoperta di questo fondo ha messo in moto una serie di contatti che tramite la preside, la professoressa Tiziana Torri, e l’Associazione degli ex allievi (Amici del Dante, oggi presieduta dall’ex Rettore dell”Ateneo, Paolo Blasi) ha portato a Firenze Barbara Zonetti, funzionario restauratore conservatore dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario del ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo, diretto da Maria Letizia Sebastiani. Una volta visionate le scatole (su alcune si legge ancora non solo la provenienza, ma anche il titolo della pellicola) è stata individuata la soluzione che oggi consentirà al Dante di consegnare all’Archivio Luce il materiale che dovrà essere catalogato, messo in sicurezza e conservato. Oggi arriveranno a Firenze i mezzi attrezzati da Roma che trasferiranno tutte le pellicole nella capitale. L’obiettivo potrebbe essere quello di costituire un fondo ”Liceo Dante” presso l’Istituto Luce che permetta di conservare al meglio i reperti e, al tempo stesso, ne consenta la valorizzazione e la fruizione. In primis agli stessi studenti che frequentano oggi il Liceo Dante. magari elaborando uno specifico progetto scuola-lavoro grazie al quale gli studenti possano affacciarsi a un mondo che oggi trovano su internet e che i loro colleghi di un tempo vedevano grazie a questi cortometraggi.

Del resto non sono pochi i nomi diplomati su banchi del Dante divenuti poi famosi: tra i primi Sidney Sonnino, Vittorio Scialoia. Anche Giovanni Pascoli studiò al Dante, ma per diplomarsi scelse di trasferirsi a Cesena. Più recenti, nel secolo scorso, dagli stessi banchi sono passati Franco Fortini, Emanuele Casamassima, e nel dopoguerra l’ex arcivescovo di Firenze Silvano Piovanelli, l’ex sindaco della città Mario Primicerio, l’ex ministro Valdo Spini, l’ex prefetto Paolo Padoin, Giorgio Van Straten, Sandra Bonsanti, Lapo Pistelli.

Tanti anche i personaggi del mondo dello spettacolo come Paolo Poli, David Riondino, Paolo Hendel. Oltre all’attuale viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini. Il Dante tornò di attualità pochi anni fa quando Matteo Renzi salì alla guida del governo. Nelle aule del liceo si è infatti diplomato anche l’ex premier.

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