L'intervento della polizia municipale

Roma: sequestrato edificio culturale islamico. Un cartello riportava la frase più usata dai jihadisti

di Redazione - - Cronaca

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ROMA – Emergono sempre più diffusi indizi sulla radicalizzazione degli islamici in Italia. Dopo le molteplici espulsioni decretate dal ministro dell’interno Marco Minniti, a Roma è stato scoperto che sul cartello di sequestro di un centro culturale islamico, chiuso lo scorso febbraio, era stato scritto a penna da qualche sconosciuto un versetto del Corano.  «Vorrebbero spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah non intende che perfezionare la Sua luce, anche se ciò dispiace ai miscredenti», è la traduzione del versetto. L’edificio si trova vicino alla stazione Termini. A renderlo noto, il comando generale Pso della polizia locale, diretto dal vicecomandante Antonio Di Maggio. Secondo il Nucleo informativo dei carabinieri di Roma, coordinato dal maggiore Giuseppe Iacoviello, si tratta della frase «più usata dai jihadisti per giustificare violenze di vario tipo contro i miscredenti e gli apostati». E’ scritto nel rapporto della polizia municipale.  Il centro era stato chiuso il 22 febbraio dopo un’attività investigativa. Il cartello è stato rimosso e sequestrato.

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