L'ultima condanna dalla Corte d'assise d'appello di Firenze

Omicidio Meredith Kercher: Sollecito fa causa ai magistrati che lo hanno condannato. Chiede 3 milioni di risarcimento

di Paolo Padoin - - Cronaca, Primo piano

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Raffaele Sollecito sosterrà l’ultimo esame per la laurea specialistica in ingegneria informatica

Raffaele Sollecito

GENOVA – Raffaele Sollecito fa causa ai giudici dopo l’assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese di 22 anni, uccisa a Perugia con una coltellata il primo novembre del 2007. Per quell’omicidio ha fatto quattro anni in carcere e ora presenta il conto ai giudici: tre milioni. Nel 2015 Sollecito e la statunitense Amanda Nox, anche lei accusa del delitto, sono stati assolti definitivamente dalla Cassazione. Sollecito aveva avviato una richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione che a febbraio gli è stata negata.

Sollecito ha citato in giudizio, in base alla legge sulla responsabilità civile dei magistrati, nove tra pm, procuratori generali, gip e giudici di corte d’assise d’appello chiedendo un risarcimento, per aver travisato i fatti. La legge prevede cause per dolo o colpa grave e nel secondo caso è prevista la citazione anche dei giudici popolari. Il procedimento è a Genova.

L’ultima parola spetta al giudice Pietro Spera al quale è stata affidata la causa. Sarà lui a decidere se coinvolgere nella citazione anche i 12 giurati popolari della corte d’assise di Perugia e e della corte d’assise d’appello di Firenze. La causa è a Genova perché gli ultimi giudici che hanno condannato Sollecito sono quelli della corte d’appello di Firenze e per processi che coinvolgono magistrati toscani il tribunale competente è quello di Genova. In aula è stata citata la Presidenza del Consiglio in rappresentanza dei giudici. In caso di condanna lo Stato si rivarrà su pm, gip, giudici citati. Nel mirino di Sollecito, in particolare il pm Giuliano Mignini che condusse le indagini. Sollecito e Knox vennero condannati in primo grado, assolti in appello a Perugia, ma la Cassazione annullò la decisione e dispose un appello bis a Firenze, dove i giudici li condannarono di nuovo. In Cassazione vennero però assolti motivando la decisione con colpevoli omissioni nelle indagini condotte con deprecabile pressapochismo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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