Mentre il Parlamento approva le Associazioni protestano

Immigrazione: la Camera approva definitivamente il nuovo decreto legge. Via a 20 centri di permanenza e rimpatrio (CPC)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Protestano le Associazioni e i migranti

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva, con il voto sul merito, il decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017 (Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale), nello stesso testo votato al Senato. Il sì definitivo dell’Aula della Camera al decreto con 240 voti a favore, 176 i contrari, 12 gli astenuti.

Sono quattro le principali novità introdotte dal provvedimento: Nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio, taglio dei tempi di esame per le domande di asilo, eliminazione di un grado di giudizio per i ricorsi, possibilità per i richiedenti di svolgere lavori di pubblica utilità gratuiti e volontari, 19 milioni di euro per garantire l’esecuzione delle espulsioni. Questi i principali punti del decreto migranti (23 articoli), firmato dai ministri Marco Minniti ed Andrea Orlando.

I NUOVI CENTRI DI PERMANENZA PER IL RIMPATRIO – Il decreto prevede l’apertura di nuovi centri chiamati CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio), che non avranno nulla a che vedere con i vecchi CIE (Centri di identificazione ed espulsione) e saranno monitorati quotidianamente da varie realtà e istituzioni umanitarie. I nuovi centri, che ospiteranno al massimo 150 persone, passeranno dagli attuali 4 a 20 – in pratica uno per ogni regione – per un totale di 1.500-1.600 posti. Queste strutture ospiteranno i migranti da rimandare in patria. Per garantire l’esecuzione delle procedure di espulsione vengono stanziati 19 milioni di euro. Le disposizioni escludono il trattenimento nei Centri di persone «in condizioni di vulnerabilità». Previsto l’accesso ai Centri per i rimpatri, senza autorizzazione, per gli stessi soggetti ammessi a visitare gli istituti penitenziari.

SEMPLIFICAZIONI – Per le richieste di asilo il decreto prevede l’annullamento del secondo grado di giudizio in caso di negazione del diritto (resta il solo ricorso in Cassazione), la semplificazione di una serie di procedure che riguardano le notifiche dei provvedimenti da parte delle forze di polizia ai migranti, la possibilità di iscriversi all’anagrafe solo con il permesso di soggiorno regolare. Altre modifiche riguardano i casi di irreperibilità. Le notificazioni degli atti delle Commissioni territoriali si perfezioneranno solo previo deposito, per 20 giorni, presso le questure. Sono state apportate, infine, limitate modifiche alle modalità di trascrizione della videoregistrazione del colloquio, mentre sull’istanza deciderà la Commissione territoriale.

Un punto fondamentale è il taglio dei tempi di trattazione delle domande di asilo, aumentate nel 2016 del 47% rispetto all’anno precedente (in tutto sono state 123mila). Ci sarà l’assunzione straordinaria di 250 specialisti per rafforzare le commissioni di esame delle richieste. Deciso inoltre il taglio dell’appello per i ricorsi contro il diniego dello status di rifugiato, che diventa ricorribile solo in Cassazione.

RIMPATRI PIU’ VELOCI – Il provvedimento inaugura iter più snelli per i rimpatri; l’obiettivo è costruire un sistema di cooperazione con i paesi di provenienza attraverso accordi bilaterali, come già fatto con la Libia, il Niger, il Sudan o la Tunisia. Per quanto riguarda, ancora, il complesso tema dell’accoglienza, il governo punta su un modello più possibile incentrato su quello diffuso e integrato con gli enti locali, seguendo quanto già fatto con il sistema Sprar.

PIÙ SEZIONI PER CHIEDERE ASILO E PROTEZIONE – Presso le Commissioni di merito per l’accoglimento della richiesta di asilo o protezione umanitaria, vengono istituite 26 Sezioni specializzate al posto delle 14 originariamente previste, tante quante le sedi di Corte d’Appello. Prevista ancora la possibilità per l’interessato di presentare istanza motivata per essere audito direttamente dal giudice e che la decisione sull’istanza venga presa in modo collegiale anziché monocratico (fermo restando la trattazione monocratica). Alle Sezioni, già competenti in materia di accertamento dello stato di apolidia, è stata, inoltre, attribuita la competenza in materia di accertamento dello stato di cittadinanza italiana.

Lavori di pubblica utilità  – Il decreto prevede la promozione dell’impiego di richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità gratuiti e volontari, ad opera dei prefetti, d’intesa con Comuni e Regioni.

Proroga sospensione tributi per Lampedusa – Nell’articolato è stata infine inserita la proroga fino al 15 dicembre 2017 della sospensione dei versamenti tributari a favore dei contribuenti di Lampedusa.

Gabrielli – Giudizio positivo del Capo della Polizia sul provvedimento: «Questo decreto ha diverse cose positive, soprattutto noi condividiamo la filosofia». Così Franco Gabrielli, capo della polizia, oggi a Pistoia per l”inaugurazione del Polo della sicurezza in cui hanno sede prefettura, questura e polizia stradale, rispondendo ai giornalisti sul decreto Minniti approvato alla Camera. «Ormai – ha aggiunto – la sicurezza non è solo un diritto, è un bisogno primario ed è un bisogno al quale tutti devono concorrere i soggetti istituzionali e avere sottolineato l’importanza del ruolo dei sindaci, che con l”elezione diretta sono l’espressione più alta delle comunità, credo che sia un passo positivo. Poi, come tutte le leggi, dovrà misurarsi con le cose concrete e con i problemi concreti».

Proteste e sit-in delle associazioni  – Ovviamente le Associazioni che curano assistenza e accoglienza non ci stanno, timorose di una modifica della lucrosa situazione attuale. «Un passo indietro per la civiltà giuridica dell’Italia». Sit-in oggi pomeriggio davanti a Montecitorio per un centinaio di esponenti di associazioni (tra le quali Arci, Asgi, Acli, Libera, Cnca, Fondazione Migrantes, Medici senza frontiere) che contestano il decreto legge Minniti-Orlando sull’immigrazione e quello sulla sicurezza urbana, ora al Senato.

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