Il giornale vaticano parla di Mare nostrum sepolcro di migranti

Immigrazione: altri morti nel Mediterraneo, nel 2017 sono 604. L’allarme dell’Osservatore romano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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ROMA – Anche negli ultimi giorni sono continuati gli interventi, coordinati dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera e tutti svolti in acque internazionali; sono stati 19 e sono state tratte in salvo 2.074 persone. Su un gommone è stato anche recuperato il cadavere di un uomo. Agli interventi di soccorso hanno partecipo le navi Dattilo e Fiorillo della Guardia Costiera ed alcune unità di Organizzazioni non governative. Nessuno dei natanti era stato fermato dai mezzi navali libici.

ma nonostante l’incessante attività di soccorso nel 2017 sono già 604 i morti in mare, oltre 10 mila negli ultimi tre anni. Numeri che fanno dire all’Osservatore Romano: «Mare nostrum sepolcro di migranti». Il quotidiano apostolico è tornato sul dramma dei migranti registrando che «ancora decine e decine di vite umane perse in mare, tra cui donne e giovanissimi. Il drammatico copione dei naufragi nel Mediterraneo, nonostante i tanti interventi messi in atto da più parti, continua a ripetersi».

Anche il direttore generale della Fondazione Migrantes, Gian Carlo Perego, ha voluto sottolineare che «il Venerdì Santo di quest’anno incrocia un nuovo naufragio in acque nazionali libiche. Cento nuove croci soprattutto di donne e bambini che rischiano di indicare un rallentamento europeo del salvataggio in mare, al tempo stesso il fallimento di un accordo tra Libia e Italia. Mentre in Italia e in Europa si parla di sicurezza – osserva Perego – donne e bambini in fuga sono abbandonati nell’insicurezza totale nascondendo i drammi di Paesi africani sempre più crescenti». Una moltitudine definita «muro di morti che sta salendo nel Mediterraneo senza la volontà di condividere risorse nuove per un piano di sviluppo e ripensare conclude il direttore della Migrantes – canali regolari d’accordo ingresso che evitino morti a centinaia».

Il Canale di Sicilia non è l’unico corridoio marittimo d’accesso all’Europa. Ieri 76 migranti, fra cui una donna incinta, sono giunti in Spagna su 5 barconi partiti dalle coste africane, due dei quali con a bordo 28 persone verso Maiorca e le isole Baleari. Un’altra imbarcazione con 26 nordafricani è stata soccorsa al largo della costa di Cadice dal Salvamento maritimo spagnolo. Altri due barconi con a bordo 20 persone sono giunti sulla costa di Cartagena, in Murcia. Secondo le autorità iberiche tutti gli immigranti a bordo delle cinque imbarcazioni arrivate ieri e oggi sono in buone condizioni di salute.

Ma quello che ora si teme è l’apertura di una nuova e affollata rotta dal confine tra Libia e Tunisia e dal Marocco. E. nonostante l’apertura di braccia e le buone intenzioni predicate dai quotidiani cattolici, è necessario porre un freno a questa vera e propria invasione, finché non ci sarà un piano efficace di redistribuzione del peso dell’accoglienza e dell’integrazione in tutti e 27 i paesi dell’Unione.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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