Le prospettive non sono positive

Piombino: lavoratori Aferpi ex Lucchini occuperanno il comune fino al 19. Riunione al Mise con l’azienda

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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PIOMBINO – Abbiamo già riferito che i lavoratori Aferpi stanno occupando i locali del Comune di Piombino e ci rimarranno fino a mercoledì mattina, quando saliranno sui pullman e andranno a Roma per presidiare la sede del ministero dello Sviluppo Economico, forse Palazzo Chigi. Sono gli operai dell’acciaieria ex-Lucchini (oggi si chiama Aferpi) che combattono l’ultima battaglia per salvare la fabbrica, il futuro appeso a progetti o ipotesi industriali ancora aleatori, sfuggenti: il piano di rilancio dell’imprenditore algerino Issad Rebrab, attuale proprietario dell’Aferpi.

Sono quindi gli ultimi giorni di presidio nella sede del consiglio comunale a Piombino per i lavoratori delle acciaierie Aferpi, ex Lucchini. Mercoledì prossimo quando si svolgerà al Mise l”incontro previsto con la proprietà, molti dei dipendenti manifesteranno davanti al sede del ministero per chiedere certezze sul loro futuro occupazionale. Sono già stati organizzati pullman e altri mezzi per circa 400 persone. Intanto le rsu invitano per domani pomeriggio nella sala consiliare tutti i lavoratori e le loro famiglie per trascorrere un momento di condivisione. Anche a Pasqua e Pasquetta al presidio dei lavoratori hanno partecipato il sindaco di Piombino Massimo Giuliani e i componenti della giunta comunale.

Mercoledì, appunto, è fissato un incontro al Mise tra il governo e Rebrab e l’impressione è quella dell’ultima spiaggia. Almeno per il piano industriale dell’algerino che si era presentato nel 2014 con un progetto da un miliardo di euro, comprensivo del rilancio dell’acciaieria e della diversificazione nell’agroindustriale e nella logistica, senza poi dare un seguito concreto alle promesse iniziali e ritrovandosi addirittura a fare i conti con la penuria di circolante per l’acquisto delle materie prime. Certo, i circa 2.200 operai non hanno perso il posto, ma ogni giorno entrano in fabbrica con in tasca il contratto di solidarietà .

«L’incontro di mercoledì non potrà e non dovrà essere interlocutorio – spiegano fonti governative -: Rebrab dimostri una volta per tutte di disporre della liquidità necessaria all’attività industriale e di aver fatto davvero gli ordinativi dei materiali per la realizzazione del nuovo forno». Aria da ultimatum anche alla Regione Toscana: “Rebrab è in grande ritardo nell’attuazione del piano – dice il governatore, Enrico Rossi -. L’importante è che lui, o chiunque altro, confermi il progetto di rilancio dell’acciaieria e che il governo faccia la sua parte, magari coinvolgendo la Cdp o attivandosi con lo Stato algerino».

Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

redazione@firenzepost.it

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