L'inadempienza della quasi totalità dei Governatori

Sanità: i nuovi livelli essenziali d’assistenza (Lea) ignorati ancora dalle regioni, anche dalla Toscana

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Salute e benessere

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ROMA – A un mese dalla pubblicazione in Gazzetta, ad aver recepito i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) sono solo due regioni su 20, ovvero il Veneto e l’Emilia Romagna. In Toscana Rossi e la Saccardi dormono i sonni dei giusti, preoccupati forse l’uno dalla corsa alla segreteria Pd, l’altra dal persistere dei casi di meningite. Fecondazione assistita, cure per l’endometriosi, trattamenti per l’autismo, ausili informatici per persone con gravi disabilità: queste e tantissime altre nuove prestazioni gratuite inserite nei nuovi Lea, sono quindi di fatto ancora un miraggio per la maggior parte dei cittadini italiani, compresi i toscani.

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio scorso, il decreto contenente la lista delle cure considerate essenziali, e quindi tali da dover essere garantite a tutti gli italiani, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo. Ma il decreto va recepito in ogni Regione con una specifica delibera di Giunta, che consente di trasferire sul territorio le novità introdotte a livello nazionale. La prima a tradurli in realtà è stata la Regione Emilia-Romagna, il 28 marzo 2017. Circa 10 giorni dopo è stata la volta del Veneto, dove la delibera di recepimento è stata approvata il 7 aprile. Ma per i residenti nelle altre regioni, i nuovi Lea sono ancora lontani dall’essere applicabili.

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Camillo Cipriani

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