La premier inglese segue decisa la sua linea

Brexit: Theresa May rifiuta le linee guida approvate dalla Ue. Il Regno Unito va avanti per la sua strada

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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LONDRA – Come prevedibile, non sono piaciute al Premier britannico Theresa May le linee guida, o almeno parte di esse, decise all’unanimità dai 27 Capi di Stato e di Governo per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Respinte al mittente, definendole solamente posizioni negoziali.

Al The Daily Telegraph, la May ha ribadito le sue priorità: libero mercato senza dazi, fine della giurisdizione delle Corti europee, fine della libera circolazione dei migranti. Del resto non una novità. Gli stessi punti Brexit  illustrati in un suo discorso alla Lancaster House in gennaio. Le motivazioni del rinvio al mittente delle linee guida frettolosamente approvate all’unanimità durante il pranzo di ieri nella capitale belga sono state precisate, infatti, a un cronista del quotidiano conservatore “The Daily Telegraph” (fondato nel 1855 e tra gli ultimi quotidiani a esser stampati ancora nel grande formato “broadsheet” anziché “tabloid” ben più comodo per i lettori, n.d.r.) durante una tappa in Scozia della campagna elettorale del Premier britannico per il voto dell’8 giugno.

Theresa May ha detto chiaramente: «Innanzitutto vorrei insistere sul fatto che non abbiamo un accordo sulla Brexit da Bruxelles. Abbiamo le loro linee guida negoziali, abbiamo le nostre linee guida negoziali attraverso la lettera ex articolo 50, e il discorso alla Lancaster House da me pronunciato sull’argomento a gennaio, con la volontà di controllare l’immigrazione e porre un termine alla giurisdizione delle Corti Ue. È importante che intorno al tavolo si sieda un forte Premier del Regno Unito – ha aggiunto la May – con un forte mandato da parte del popolo del Regno Unito, un fatto che rafforzerà la nostra posizione negoziale per garantire che otterremo il migliore accordo possibile».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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Commenti (1)

  • Mario Tosini

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    l’Inghilterra del 1939 non accettò i diktat paranoici di Hitler, figuriamoci se quella del 2017 può accettare i vagiti culinari ( U E )della massaia Merkel. Fa ridere pensare che molti paventano chissà quali sconquassi capiteranno agli inglesi per la Brexit…ed eccoli qua ! Perfino la May ci manda a stendere! Purtroppo la classe politica italiana è solo preoccupata di non perdere prebende, lussi e cadreghe e si alleerebbe anche con Gengis Khan pur di suscitare ogni tipo di paure negli italiani allo scopo di renderli succubi di uno stato di necessità tanto immanente quanto inesistente . Allora italiani vi rendete conto o no che il mondo non è quella roba descritta dai nostri politicanti piena di pericoli da cui vi proteggerebbero solo loro ( Renzi in testa)????

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