Aveva accompagnato il Dj in Svizzera per il suicidio assistito

DJ Fabo: i pm di Milano chiedono l’archiviazione per Marco cappato, esponente radicale

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica

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MILANO – La Procura milanese ha chiesto l’archiviazione dell’indagine in cui l’esponente radicale Marco Cappato era stato accusato di aiuto al suicidio per aver accompagnato in macchina Fabiano Antoniani, 40 anni e da tre tetraplegico e cieco dopo un grave incidente d’auto, nella clinica Dignitas, vicino a Zurigo, dove il 27 febbraio ha messo fine alla sua esistenza sotto il controllo dei medici. I magistrati hanno sostenuto che le pratiche di suicidio assistito «non costituiscono una violazione del diritto alla vita quando siano connesse a situazioni oggettivamente valutabili di malattia terminale o gravida di sofferenze o ritenuta intollerabile o indegna dal malato stesso».

Per rafforzare il ragionamento i pm milanesi citano alcune sentenze che hanno aperto i margini alle pratiche di fine vita: si va da quella con cui nel 2002 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha negato a Diane Pretty l’impunità chiesta per il marito al fine di farsi assistere nel darsi la morte, quelle della Cassazione e del gup di Roma sui casi di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby, passando infine per una serie di pronunce della Consulta.

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