Le intenzioni della autorità cantonali

Svizzera: Zurigo vuole proibire la distribuzione gratuita del Corano su suolo pubblico

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Politica

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ZURIGO – I comuni zurighesi dovrebbero vietare in futuro la distribuzione gratuita del Corano denominata Lies!  (Leggi!) su suolo pubblico. È quanto consiglia il Dipartimento della sicurezza sulla base di una perizia giuridica e delle informazioni raccolte dai servizi d’informazione. Secondo il Cantone, queste azioni hanno il solo scopo di reclutare affiliati, incitandoli a sostenere attività illegali.

Lo Stato non è obbligato a mettere a disposizione le proprie piazze per organizzazioni le cui idee sono in contrasto con i nostri valori. È sulla base di questo ragionamento che le azioni di distribuzione del testo sacro per i musulmani possono essere proibite senza violare la legge.

I comuni zurighesi sono stati informati venerdì scorso per lettera su come eludere le richieste di distribuzione del Corano. La direzione di sicurezza intende anche sostenerli a livello giuridico qualora contro le rispettive decisioni venisse interposto ricorso. Se azioni di distribuzione dovessero aver luogo senza permesso, i comuni dovrebbero avvertire la polizia. A quest’ultima spetterebbe l’allontanamento delle persone coinvolte.

Il Dipartimento della sicurezza chiede inoltre alla Confederazione di proibire il ramo elvetico del gruppo Die wahre Religion (La vera religione) all’origine della diffusione del Corano. In Germania, questo gruppo salafista, che difende una interpretazione particolarmente conservatrice del Corano, è stato vietato già nel novembre del 2016 poiché sospettato di diffondere messaggi di odio in contrasto con la Costituzione federale e reclutare futuri estremisti per lo Stato islamico.

Die wahre Religion è stato fondato in Germania da Abou Nagie, un palestinese con doppio passaporto. L’associazione è presente in Svizzera nelle maggiori città. È impossibile sapere quante copie del corano siano state consegnate finora. Il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto nel 2016 procedure contro numerose persone legate all’organizzazione Lies!. In questo dossier, la giustizia elvetica collabora con quella tedesca.

 

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