Una circolare della Presidenza del Consiglio

Governo: i ministri commissariati dalla Boschi, che avrà il controllo preventivo su tutti gli atti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Alla vigilia dell’Assemblea Pd, in programma oggi, scoppia la grana della circolare Boschi, attraverso la quale la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio avrebbe praticamente commissariato l’attività degli altri ministeri, i cui provvedimenti debbono essere preventivamente sottoposti alla sua attenzione. Il 28 aprile infatti è partita una circolare firmata dal segretario generale di Palazzo Chigi, Paolo Aquilanti, in cui si chiede a tutti i dipartimenti e a tutti gli uffici, che ogni provvedimento prodotto dai dicasteri e destinato al Consiglio dei ministri, deve pervenire in preventiva visione alla Sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.

«Assolutamente nessun commissariamento, è il classico esempio di fake news». Così la Boschi risponde a chi le chiede di commentare la circolare inviata ai ministeri. «Si tratta di rispettare regole che ci sono già – aggiunge Boschi – se poi si vogliono cambiare le regole sono la prima a dare una mano. Ma finchè ci sono queste regole, vanno rispettate».

«Se leggete bene la circolare è ineccepibile perché si tratta di atti che devono passare per il presidente del consiglio. Ed è esattamente il compito del sottosegretario alla presidenza del consiglio istruire gli atti prima dell”arrivo in consiglio dei ministri». Così il ministro alla coesione Claudio De Vincenti, arrivando dall’assemblea del Pd, risponde sulla circolare diramata dalla sottosegretaria alla presidenza del consiglio che avoca a se’ la supervisione dei provvedimenti dei ministeri.

In realtà un coordinamento preventivo degli atti da sottoporre al Consiglio esiste da tempo, ma non si trattava di una supervisione esclusiva del sottosegretario alla Presidenza, neppure quando i sottosegretari alla Presidenza si chiamavano Giuliano Amato, Gianni Letta e Enrico Letta.  Da vecchio prefetto ricordo che da sempre esiste una prassi secondo la quale qualche giorno prima di ogni Consiglio dei ministri veniva effettuato un pre-consiglio – con la partecipazione di alti funzionari responsabili dell’attività legislativa dei vari ministeri – nel quale venivano discussi i provvedimenti all’esame dei ministri per evitare contrasti, contraddizioni o mancato collegamento nell’azione di governo.

A molti pare sospetto che il provvedimento sia uscito o comunque sia stato pubblicizzato proprio al momento in cui sono sorte le polemiche sul pasticciato e contestato ddl sulla legittima difesa, approntato più dal Pd che non dal governo. Ma la vicenda ha dato modo a Renzi di criticare l’esecutivo e per questo si ritiene che l’intero governo sia stato posto sostanzialmente sotto tutela attraverso la supervisione della ministra a lui più fedele. Ma Gentiloni ha già smentito, ovviamente, quest’ipotesi.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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