Dopo la bufera con il Sassuolo

Fiorentina: Andrea Della Valle si sbaglia, tutta la città protesta. Ripartiamo da un sogno

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Sport

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Andrea Della Valle

Non ha fatto i conti con Firenze, Andrea Della Valle, quando, sconcertato dalla contestazione dei fiorentini andati fino a Reggio Emilia per sostenere la squadra, ha parlato di pochi tifosi arrabbiati. In realtà, come osserva giustamente il presidente di Atf (Associazione tifosi fiorentini), Federico De Sinopoli, la platea di chi critica società, allenatore e giocatori è ben più vasta. De Sinopoli, con ragione, dice: «Andrea Della Valle ha parlato di minoranza ma è una visione parziale, evidentemente non ha il polso della situazione del tifo o viene informato male. Eppure, sono ormai tanti i tifosi che hanno deciso di non andare più allo stadio. E questo allontanamento, progressivo ma inesorabile, dovrebbe farlo riflettere».

SOUSA – L’affermazione è giusta. Firenze, innamorata della maglia viola, pensa di meritare molto di più da una squadra sostenuta sempre con grande passione, anche in serie C2. Una squadra che nella prima parte della stagione 2015-16 arrivò a farla sognare, riconquistando, dopo 16 anni, addirittura il primo posto in classifica. Che tenne per poco. Fino a rotolare in basso, quasi con un tonfo sordo, nel girone di ritorno. Motivo? L’allenatore, Paulo Sousa, che oggi sembra stia solo aspettando di finire la stagione per andare a prendere un ricco ingaggio in Germania (l’accordo con il Borussia Dortmund pare ci sia già sulla parola), accusò la società di non aver rinforzato la squadra. Soprattutto di non aver comprato un terzino. Ossia quel terzino che, stando a Corvino, pare non esista più sulla faccia del pianeta. Sous stava per andar via fra giugno e luglio dell’anno scorso, adirato e scontento della campagna acquisti. L’hanno trattenuto tirandolo per la giacca e mandando Corvino in Portogallo, da lui, a fare il famoso patto del baccalà. O del bacalao, come dicono a Lisbona. Ma a quanto pare si trattava di un pesce troppo salato per diventare appetitoso.

BORUSSIA – La campagna acquisti fu portata avanti in maniera piatta, facendo arrivare giocatori da «fritto misto». Poco costosi e con ingaggi assai modesti. Però avviati in viola da trattative condotte da mediatori di calciatori pronti a intascare ghiotte percentuali rispetto ai costi dei cartellini. Campagna acquisti piatta, dicevamo,  tranne in fondo: quando la società s’ingolosì di fronte alla richiesta del Chelsea di avere Marcos Alonso. Offrendo 25-26 milioni di euro. Non reinvestiti ma andati, a quanto pare, a ripianare un deficit fino a quel momento poco conosciuto. La mancanza del famigerato terzino, e di un esterno sinistro degno di Alonso (o magari anche di Pasqual, lasciato partire per Empoli senza rimpianto) ha provocato gli alti e bassi di una squadra che sembrava in grado di fare meraviglie contro le grandi, per precipitare contro formazioni modeste. Fino a farsi eliminare dall’Europa League pur essendo andata in vantaggio, complessivamente, di tre gol. Morale? L’allenatore si è disamorato del tutto. E i giocatori sono stati fischiati. La colpa, naturalmente, è ricaduta sulla società. Accusata di non aver mai voluto investire nemmeno il minimo sindacale. E’ vero che i Della Valle erano rimasti delusi dopo il grande investimento su Mario Gomez, rivelatosi un fallimento. Ma è altrettanto vero che non puoi fare le squadre con il «fritto misto». E sperare di avere sempre la fortuna d’imbatterti in un Kalinic costato 6 milioni e, oggi, potenzialmente in grado di farne incassare 35-40.

CHAMPIONS – Il problema? Che forse ad Andrea Della Valle e a suo fratello Diego la situazione vera, l’umore di Firenze, non è mai stato rivelato fino in fondo. Mugugnano? Sì, mugugnano. Il mugugno è un lamento. Sopportabile. Invece no. Firenze aveva sopportato tanto. Compreso il dispiacere di non aver sollevato un trofeo in tutti questi anni di gestione dei Della Valle. Ottimo, beninteso, lo scudetto femminile, frutto più del caso che di una reale programmazione. Ma dalla Fiorentina la città si aspetta di più. Anche di uscire dall’incertezza sulla costruzione del nuovo stadio. E ora? Andrea Della Valle ha detto che rifletterà eppoi parlerà. Il rischio? Una nuova spaccatura con i tifosi e la città. E magari la ricerca affannosa di un compratore, per disfarsi di un peso, la Fiorentina, non più sopportabile. Ripicche. Il pericolo è quello. Il rimedio? Corvino e Antognoni, uomini di calcio, dovrebbero spiegare che dalle situazioni difficili si esce con pazienza. Inutile continuare a irritarsi e a farsi dispetti. Andrea Della Valle non serbi rancore. Se davvero nutre per la Fiorentina la passione che dice di avere, guardi avanti. E pensi realmente a ricostruire la squadra, magari tenendo conto che nel prossimo campionato ben 4 formazioni italiane andranno in Champions. E impedisca a Cognigni di dire che la Champions non si fa perché salirebbe il monte ingaggi. I tifosi viola sognano la Fiorentina fra le quattro squadre che andranno nell’Europa che conta. Almeno ci provi, il patron, a coltivare il sogno. E a far sognare chi vede viola. Perché vivacchiare con il fritto misto non piace a nessuno. Soprattutto non può piacere a una città come Firenze: che per la Fiorentina non nutre affetto, ma amore vero.

 

 

 

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Ernesto Giusti

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