La kermesse internazionale sempre difficile per gli italiani

Musica, Eurovision: Francesco Gabbani (con la scimmia) cerca la vittoria a Kiev. L’ultimo italiano a riuscirci fu Toto Cutugno nel ’90

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Top News

Stampa Stampa

Francesco Gabbani con la sua scimmia

KIEV – Francesco Gabbani ha portato anche la scimmia, oltre al suo tormentone «Occidentali’s Karma», favoritissimo della vigilia, a giocarsi la vittoria come rappresentante italiano all’Eurovision Song Contenst, la manifestazione canora internazionale che si svolgerà a Kiev. Ma scorrendo il palmares della manifestazione e le performance degli
italiani, negli ultimi anni, cioè dal 2011, da quando l’Italia è tornata in corsa dopo ben 11 anni di assenza (mancava dal 1998), il miglior piazzamento resta quello di Raphael Gualazzi, che era riuscito a conquistare un incredibile secondo posto con «Madness of Love», versione rivisitata in parte in inglese di Follia D’Amore, brano coraggioso, non propriamente pop che si muoveva tra il jazz, lo swing e lo stride piano. Gualazzi convinse subito tutti: la sua
partecipazione a Sanremo Giovani quell’anno non lasciò dubbi e conquistò tutti i riconoscimenti possibili (Primo Posto assoluto, Premio della Critica Mia Martini, Premio della Sala Stampa Radio Tv Lucio Dalla, Premio come Migliore Esibizione Live).

Negli anni  successivi solo i tre ragazzi de Il Volo, sono riusciti ad andare sul  podio con “Grande Amore”, terzi nel 2015. Lo scorso anno Francesca Michielin si piazzò 16esima, Emma nel 2014 21esima, Marco Mengoni nel 2013 settimo e Nina Zilli nel 2012 nona. La vittoria manca all’Italia dal 1990, quando trionfò Toto Cotugno con “Insieme: 1992”. L’Italia da quando è in gara, ovvero dal 1956, ha riportato solamente due le vittorie: oltre a Toto Cotugno, conquistò
il primo posto Cigliola Cinquetti nel 1964 con “Non ho l’età (per amarti)”. La cantante tornò in gara 10 anni dopo, nel 1974 e si piazzò seconda con “Sì”.

Sul podio, riuscì a salire anche un nome eccellente della musica italiana: Domenico Modugno che nel 1958 arrivò terzo con “Nel blu dipinto di blu (Volare)”, tre le sue partecipazioni  all’Eurovision, sesto l’anno successivo 1959 con “Piove (Ciao ciao Bambina)” e diciasettesimo nel 1966 con “Dio come ti amo”. L’Italia è salita sul terzo gradino del podio altre tre volte (quindi cinque in tutto): con la coppia Umberto Tozzi e Raf nel 1987 con “Gente di mare”, con quella formata da Wess e Dori Ghezzi con “Era” nel 1975 e con Emilio Pericoli con “Uno per tutte” nel 1963.

Negli anni diversi artisti sono saliti più volte sul palco dell’Eurovision. Due le partecipazioni di Claudio Villa: nel 1962 nono con “Addio addio” e nel 1967 undicesimo con “Non andare più lontano”. Due anche quelle di Massimo Ranieri: nel 1971 quinto con “L’amore è un attimo” e due anni dopo, nel 1973, tredicesimo con “Chi sarà con te”;  due quelle di Mia Martini: nel 1977 tredicesima con “Libera” e nel 1992 quarta con “Rapsodia”; e due anche per Albano e Romina Power,  sempre settimi, nel 1976 con “noi lo rivivremo di nuovo” e nel 1985  con “Magic, oh Magic”.

Un’altra coppia d’oro, tornata insieme negli ultimi tempi, è quella di Alice e Franco Battiato, quinti nel 1984 con “i
treni di Tozeur”. Nono invece il duo Anna Oxa – Fausto Leali nel 1989 con “Avrei voluto”. Su quel palco ci sono saliti anche, con più o meno successo, Gianni Morandi, ottavo nel 1970 con “Occhi di ragazza”, Iva Zanicchi tredicesima nel 1969 con “Due grosse lacrime bianche”, Boby Solo quinto nel 1965 con “Se piangi, se ridi”, Sergio Endrigo decimo nel
1968 con “Marianne”, I Ricchi e Poveri dodicesimi nel 1978 con “Questo Amore”, Enrico Ruggeri tredicesimo nel 1993 con “Sole d’Europa”,  Peppino di Capri settimo nel 1991 con “Comm è ddoce ‘o mare”, Luca Barbarossa dodicesimo nel 1988 con “Ti scrivo (Vivo)”, Nicola di Bari sesto nel 1972 con “I giorni dell’arcobaleno”, Betty Curtis quinta nel
1961 con “Al di là”, Renato Ruscel nel 1960 ottavo con “Romantica”, Nunzio Gallo sesto nel 1957 con “Corde della mia chitarra”, Riccardo Fogli nel 1983 undicesimo con “Per Lucia”, i Matia Bazar quindicesimi nel 1979 con “Raggio di Luna”, Alan Sorrenti sesto nel 1980 con “Non so che darei”, fino ai Jalisse quarti nel 1997 con “Fiumi di parole”. Ora il tifo dell’Italia è tutto per Francesco Gabbani che risulta in testa anche nei pronostici dei bookmakers, davanti agli altri
favoriti: Bulgaria con Kristian Kostov, Portogallo con Salvador Sobral e Svezia con Robin Bengtsson.

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.