Le 4 bugie di Airbnb secondo gli albergatori

Turismo: abusivismo e sommerso, come si combattono nel resto d’Europa

di Redazione - - Cronaca, Economia

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RAPALLO – L’abusivismo e il sommerso sono la malattia più grave di cui soffre il turismo italiano ma cosa accade e come ci si difende nel resto d’Europa? All’assemblea di Federalberghi a Rapallo dove quest’anno la Shadow Economy è stata la grande protagonista negativa c’è stato spazio anche per fare un giro virtuale tra i provvedimenti adottati negli altri Paesi:

Ad AMSTERDAM gli appartamenti privati possono essere affittati per non più di sessanta giorni all’anno e non possono ospitare più di quattro persone per volta.

A BARCELLONA chi vuole affittare il proprio appartamento per periodi brevi deve chiedere una licenza.

A BERLINO il comune ha vietato l”affitto di appartamenti ai proprietari che non siano titolari di una licenza.

A BRUXELLES può affittare casa per meno di 90 giorni solo chi rispetta una serie di requisiti rigidissimi e solo con il consenso di tutti i condomini del palazzo.

A PARIGI i proprietari degli immobili affittati per brevi periodi devono iscriversi in un registro pubblico, dichiarando le proprie generalità, l’indirizzo e le caratteristiche dell’alloggio.

Gli albergatori hanno stilato poi una lista di 4 bugie – che secondo la loro opinione – emergono dall’analisi delle inserzioni presenti sul portale Airbnb che smaschererebbero definitivamente la favoletta della condivisione.

NON È VERO CHE SI TRATTA DI ATTIVITÀ OCCASIONALI. La maggior parte degli annunci (il 76,3%) si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l”anno.

NON È VERO CHE SI TRATTA DI PICCOLI REDDITI. Sono attività economiche a tutti gli effetti. Oltre la metà degli annunci (il 56,77%) sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, con i casi limite di insegne di comodo quali Guido che gestisce 507 alloggi e Simona che ne mette in vendita 347.

NON È VERO CHE SI CONDIVIDE L’ESPERIENZA CON IL TITOLARE. La maggior parte degli annunci (il 70,6%) si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno.

NON È VERO CHE LE NUOVE FORMULE TENDONO A SVILUPPARSI DOVE C’È CARENZA DI OFFERTA. Gli alloggi sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali.

 

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