Sotto accusa Ungheria, Polonia e Austria

Migranti: la ue prova a insistere per i ricollocamenti, finora falliti. Ma chiede all’Italia uno sforzo per le identificazioni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Bastone e carota per Italia e Grecia in tema di ricollocamenti e identificazione. La Commissione Ue lancia il suo ultimatum sui ricollocamenti a tutti gli altri Paesi che non hanno adempiuto ai loro obblighi. «Gli Stati che non hanno ancora accolto richiedenti asilo da Italia e Grecia, o quelli inattivi da quasi un anno, inizino i trasferimenti entro il prossimo mese, si legge nella 12/a relazione sul tema. Se non lo faranno, a giugno la Commissione discuterà sulla possibilità di aprire le procedure di infrazione». Lo ha detto il Commissario all’immigrazione Dimitris Avramopoulos.

La Commissione Ue concentra le sue raccomandazioni su Ungheria, Polonia e Austria, unici Stati a non aver accolto un solo profugo. Ma sollecita anche la Repubblica Ceca, inattiva da un anno circa, a riprendere i trasferimenti, e chiede a Bulgaria e Slovacchia di mostrare più flessibilità sulle preferenze dei profughi da accogliere. Irlanda e Estonia, vengono invitate a trovare soluzioni con l’Italia per soddisfare le esigenze aggiuntive di sicurezza.

Spagna, Belgio e Croazia devono aumentare i loro impegni mensili nei confronti di Italia e Grecia. Germania, Romania, Slovacchia devono impegnarsi di più verso la Grecia, mentre la Francia e Cipro di più con l’Italia. Tutti devono accrescere la capacità di trattare le richieste, evitare preferenze troppo selettive che provocano ritardi, e dare la priorità alle persone più vulnerabili, come i minori non accompagnati.

L’Italia, dal canto suo, deve urgentemente accelerare le procedure per le registrazioni ai fini delle candidature. Abbiamo esaurito tutti i mezzi – ha detto il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos, aggiungendo che tutti gli Stati devono rispettare i propri obblighi. E’ una questione di credibilità, politica e istituzionale dell’Ue – ha concluso -, anche nel nome di chi sta assolvendo ai propri impegni.

La Commissione europea ha quindi esortato l’Italia a accelerare le procedure per identificare e registrare in vista del ricollocamento tutti gli aventi diritto e per trovare soluzioni adeguate sulle interviste di sicurezza con gli stati membri di destinazione del ricollocamento. Ci sono 12.500 aventi diritto in Grecia e circa 4.000 in Italia registrati e pronti al ricollocamento, se tutti gli Stati membri aumentano i ricollocamenti sicuramente è possibile arrivare all’obiettivo previsto per settembre, ha detto Avrampoulos. Gli Stati membri dovrebbero aumentare i ricollocamenti – ha aggiunto – ma purtroppo ancora alcuni non hanno ricevuto nemmeno una persona: questa è una violazione dei loro obblighi. Avramopoulos ha ricordato le oltre 18.000 persone ricollocate negli scorsi mesi ma sono necessari altri sforzi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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