Condannata una famiglia rom con le attenuanti

Torino: il tribunale condanna rom per accattonaggio con minori

di Paolo Padoin - - Cronaca

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TORINO – Sembra che i giudici, ordinari e amministrativi, abbiano iniziato a sanzionare comportamenti illegali di rom e migranti, giustificati, a dire dei responsabili, con la loro cultura e tradizioni diverse. Prima il Tar di Torino, poi la Cassazione, adesso il Tribunale, sempre di Torino, città peraltro – come da mia esperienza personale –  particolarmente votata all’accoglienza, hanno sanzionato comportamenti illegittimi di rom e migranti, dando una stoccata, in questo modo, a tutti i buonisti, capitanati dalla Presidente della camera Laura Boldrini, che trovano le giustificazioni per ogni comportamento di questi soggetti. Anche a nostro danno.

Accettare uno stile di vita come quello dei rom non permette di chiedere l’elemosina portando con sé una neonata perché la condotta ha rilevanza penale. Possono però essere concesse le attenuanti generiche in ragione dell’appartenenza etnica. Anche su queste basi un giudice torinese, Rossella La Gatta, ha condannato a dieci mesi di carcere una donna di un campo nomadi che fra il novembre del 2014 e il febbraio del 2015 era stata vista mendicare in una strada periferica, all’aperto e in pieno inverno, con in braccio la figlioletta di poche settimane. Stessa pena è stata inflitta al compagno.

Entrambi sono punibili, secondo il giudice, perché l’accettazione di un determinato stile di vita, seppure radicato nella cultura e nei costumi di una comunità, non può escludere la rilevanza penale soprattutto se vengono coinvolti principi fondamentali dall’essere umano. Ma se l’appartenenza etnica non discrimina la condotta, consente comunque di beneficiare delle attenuanti. In ogni caso, a differenza di quanto affermava l’accusa, il reato non è quello di maltrattamenti in famiglia, che richiede un certo grado di consapevolezza, ma quello meno grave di accattonaggio con minori. Siccome è verosimile che in futuro ricorreranno a simili espedienti per sopravvivere, gli imputati non hanno ottenuto la condizionale: oggi sono irreperibili, ma se verranno rintracciati – a sentenza definitiva – scatterà l’arresto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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