Furti: vademecum per la sicurezza

L'assemblea dei cittadini di Bagno a Ripoli sul tema della sicurezza
L’assemblea dei cittadini di Bagno a Ripoli sul tema della sicurezza

Truffe e furti negli appartamenti. Reati generalmente confinati nella cosiddetta “microcriminalità” quasi fossero peccati veniali, un pedaggio da pagare, un male minore insomma. Senza contare invece che sono più dannosi di tanti altri illeciti, perché colpiscono la sfera più intima del privato. Solo chi ci è passato può capire.

Bagno a Ripoli reagisce. Ieri sera il sindaco Luciano Bartolini ha convocato un’assemblea di cittadini con i comandanti dei Carabinieri del suo territorio: l’occasione era la presentazione di un vademecum per la sicurezza quotidiana, curato dall’amministrazione comunale e dall’Arma. Pochi punti di riflessione, utili e non banali. Mai ripetuti a sufficienza.

Può sembrare scontato dire “non aprite agli estranei” specie se dicono che devono consegnare un pacco o una lettera. Come pure raccomandare di tenere da parte i numeri di telefono di pubblica utilità, per poterli reperire rapidamente in caso di bisogno. Ovvio? Forse, ma non troppo. Come pure la raccomandazione – ad esempio – di non lasciare nella segreteria telefonica messaggi del tipo “siamo assenti” preferendo “in questo momento non possiamo rispondere”.

FirenzePost pubblica qui il testo integrale del Vademecum per la sicurezza distribuito ai presenti. Quattro pagine da stampare, facili e ricche di spunti di riflessione.

Ne è nato un dibattito durato fino a tardi. Da una parte, con il sindaco e il comandante della polizia municipale Filippo Fusi, c’erano il maggiore Marco Iseglio comandante della compagnia Oltrarno, il luogotenente Angelo Ventura comandante della stazione di Bagno a Ripoli ed il maresciallo Antonio Bonafede, comandante della stazione di Grassina. Dall’altra una numerosa platea di cittadini, ciascuno con una propria storia, una preoccupazione, un bisogno di sicurezza. C’è chi ha preso il numero di telefono della caserma più vicina.

Un momento del dibattito. Da sin. maresciallo Bonafede, sindaco Bartolini, maggiore Iseglio, luogotenente Ventura, comandante Fusi

“Non siamo qui per allarmare i cittadini – ha detto al termine il maggiore Isegno – ma per un reciproco scambio di informazioni. Non devono avere alcuno scrupolo a chiamare il 112 né pensare di disturbarci, quando hanno anche un solo sospetto che si stia commettendo un illecito”. Non tutti sanno che se mettono un sistema di allarme in casa, questo può essere collegato direttamente alla centrale operativa: “Niente di più semplice, senza burocrazia. Ed è un servizio gratuito. Basta presentarsi in caserma e firmare un modulo di richiesta. Quando scatta un allarme una pattuglia si mette in movimento”  dice Isegno.

Il sindaco       Luciano Bartolini

“Vengono dal sindaco a raccontare le proprie disavventure anche umane – commenta Bartolini – da chi si trova all’improvviso in casa un ladro, a chi uscendo la mattina scopre che hanno portato via tutte le ruote della propria automobile”. “Non basta solo una parola di conforto – aggiunge il sindaco – occorre che la gente abbia maggior contatto con le forze dell’ordine. Nella prevenzione la sinergia è indispensabile”.  Qualcuno in sala parla della necessità di più telecamere per la sicurezza. “A Bagno a Ripoli ne abbiamo otto – risponde il primo cittadino – dedicate alla vigilanza sulla viabilità. Con i problemi di bilancio che tutti abbiamo, non sarà facile aumentarle presto.  Puntiamo almeno a poterle collegare in rete con le centrali operative di polizia e carabinieri. La sinergia si fa anche così”.

One comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.