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Uno degli slogan dei lavoratori del portierato della Regione Toscana che oggi hanno manifestato di fronte Palazzo Strozzi Sacrati

Taglio dello stipendio: protesta il portierato della Regione (Video)

Uno degli slogan dei lavoratori del portierato della Regione Toscana che oggi hanno manifestato di fronte Palazzo Strozzi Sacrati
Uno degli slogan dei lavoratori del portierato della Regione Toscana che oggi hanno manifestato sotto Palazzo Strozzi Sacrati

FIRENZE – Hanno subìto un consistente taglio dello stipendio di 400 euro al mese a seguito del fallimento della trattativa al ribasso tra Regione Toscana ed Eurosafety, società vincitrice dell’appalto, e oggi hanno deciso di manifestare sotto Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione, in piazza Duomo insieme ai sindacati di rappresentanza. Sono i lavoratori e le lavoratrici delle portinerie in appalto della Regione Toscana, 65 in totale di cui 63 riassunti.

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Arrabbiati e delusi hanno urlato compatti: “Rossi di vergogna, Rossi di vergogna”, intonando slogan e ammonendo l’azione del governatore della Toscana Enrico Rossi colpevole, a detta loro, non solo di voler sostituire i lavoratori in sciopero con operatori di altre aziende esterne (contrariamente a quanto prevede lo Statuto dei lavoratori) ma anche di non aver accolto le richieste minime da parte dei dipendenti: ovvero l’applicazione di un contratto di riferimento ‘multiservizio’.

Una lavoratrice della Regione Toscana colpita dal taglio dello stipendio
Una lavoratrice della Regione Toscana colpita dal taglio dello stipendio

“Svolgiamo mansioni che non sono assolutamente in linea con il contratto da portierato – denunciano Donella Cirri e Stefano Arzilli, dipendenti -: servizio al centralino, tutela della struttura interna, addirittura attività di facchinaggio. Sono mesi peraltro che lavoriamo con la divisa dell’altra società. Noi a queste condizioni non ci stiamo e se le istituzioni non fanno un passo indietro sciopereremo ad oltranza”. “Ci hanno privati della nostra dignità morale, professionale ed economica – attaccano Lina Chiazza, delegata Rsa Fisascat Cisl e Maurizio Lantieri, Rsa sindacato Usb -; siamo passati da un contratto di commercio a uno di portierato. Siamo indignati nei confronti della Regione che con questa azione non ha fatto altro che declassare i lavoratori”. Ad esprimere il suo profondo dissenso anche Annarosa Picchioni, Rsa Cgil di cui potete vedere l’intervista nel video di seguito.

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stefania ressa

Giornalista

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