Dovrebbero imitare papa Ratzinger

La sconfitta dei Presidenti

di Paolo Padoin - - Lente d'Ingrandimento, Politica

Queste elezioni, che per molti quattro mesi fa dovevano avere un esito scontato, hanno dato invece risultati sorprendenti. Gli italiani sono meno pecoroni e fessi di quanto pensino i grandi giornali asserviti ai poteri forti. I primi dati mostrano che il Pd sarebbe in vantaggio alla Camera, come previsto, ma che esisterebbe un sostanziale equilibrio fra Berlusconi e Bersani al Senato. Il successo della lista Grillo, che è andato oltre ogni aspettativa, l’alto numero di astenuti (oltre il 20%), che ha superato ogni elezione precedente, confermano quanto sia diffusa nel Paese la protesta non soltanto contro i partiti tradizionali, ma soprattutto contro la politica di eccessiva austerità, praticata dal governo Monti, sostenuto e protetto dal duo Napolitano – Merkel.

Il risultato: la coalizione Monti veleggia sotto il 10%, Casini e Fini rischiano di sparire dall’orizzonte politico, il Senato è praticamente ingovernabile, i nuovi movimenti avranno un potere di veto e influenzeranno pesantemente ogni iniziativa del parlamento e del possibile governo. Secondo la quasi unanimità dei commentatori il dato più eclatante è la protesta molto estesa contro i partiti, contro il governo tecnico, contro l’Europa. Come rileva su FirenzePost e sul suo blog Gianluca Tenti, il presidente Napolitano, invece di seguire la delicata situazione del paese a lui affidato, vola oggi tra le braccia di Angela Merkel forse anche per ricevere indicazioni utili sulle scelte politiche in merito al futuro governo. Mai decisione fu più infelice. Evidentemente è destino che i presidenti della Repubblica, alla fine del mandato (eccezion fatta per Ciampi), indulgano a decisioni incomprensibili che gettano un’ombra negativa anche sul loro comportamento precedente, generalmente positivo.

Un’altra considerazione importante si può fare su quello che viene definito comunemente il partito dei magistrati. I giudici e i pm saliti in politica hanno fatto flop, ma alcuni di loro forse torneranno nelle aule giudiziarie, non sappiamo con quale credibilità. Le lamentate, presunte ingerenze nella campagna elettorale, soprattutto in Lombardia, non hanno per fortuna sortito effetti particolari, segno che la gente è stanca della sovraesposizione mediatica delle toghe.

A questo punto, preso atto del suo fallimento, Monti dovrebbe dare le dimissioni da senatore a vita. E i ministri del governo tecnico sparire da qualsiasi orizzonte. La Fornero in questi giorni ha addirittura criticato l’azione del governo Monti, che lei in particolare, insieme al Premier e alla Cancellieri, ha contribuito ad affossare. La ministra dell’Interno, dopo aver assistito allo spettacolo del ministero ridotto a un crocevia di scandali e liti e dopo aver dimostrato l’inefficienza sua e dell’apparato anche nel gestire e diffondere i risultati elettorali, dovrebbe tornare a fare la nonna. Altro che aspirante capo dello Stato, come propone qualche velleitaria nobildonna. Sarà meglio, nell’interesse del paese.

Quale futuro augurarsi dopo il giudizio delle urne? Vista la quasi sicura ingovernabilità, è necessario che le due coalizioni tradizionali agiscano di comune accordo per contribuire al cambiamento delle regole, da tutti auspicato, per iniziare il percorso della tante volte annunciata crescita, per dare lavoro a chi l’ha perso e ai giovani in cerca di prima occupazione, per diminuire costi e invadenza della politica. Solo allora si potrà andare nuovamente alle urne, con nuove regole condivise e non adattate artatamente e solo in parte, al solo scopo di far sì che chi ha vinto solo a metà possa giungere alla vittoria completa.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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