Cocaina

Cocaina
di Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo
Massimo Carlotto
Gianrico Carofiglio
Giancarlo De Cataldo
Einaudi Stile Libero
2013

 

 

 

 

 

 

Tre scrittori molti amati che descrivono tre storie che tengono con il fiato sospeso il lettore, con tre stili differenti, ma che cristallizzano il male criminale dei nostri giorni.

Diciamo che l’ho divorato e non nego che si tratta dei miei tre scrittori preferiti.

Carlotto con il suo tratto tipicamente noir, riprende un personaggio già conosciuto, l’ispettore Giulio Campagna, della narcotici, che indagherà su un traffico di stupefacenti nel nordest italiano, per smascherare un’organizzazione criminale, ma una vecchia conoscenza sta nel mezzo di una banda e qui si dovrà scontrare con i propri sentimenti e il lavoro che deve portare a termine..

Campagna non ha un carattere facile e non gode proprio della stima di tutti i suoi colleghi, ma ha una grande onestà dentro ed anche una capacità di muoversi sul filo del rasoio delle legge, che lo rendono ancora una volta un personaggio affascinante in questa indagine che deve svolgere tutto da solo per salvare la sua carriera.

Qui respireremo i sentimenti disillusi di poliziotti arruolati per combattere il crimine, ma il cui buon cuore viene alla fine fuori.

Carofiglio ci porta nel sud italia, dove uno scrittore in un bar inizia una conversazione con una donna misteriosa, che alla fine gli rivelerà un passato difficile. Una donna in gamba, ex campionessa di atletica, ex capo della narcotici, con un padre giudice, che cederà alle lusinghe di una storia d’amore irragionevole, fino ad un doloroso epilogo che la fanno essere la donna di oggi….

Qui vedremo come una scelta che sembra fatta solo sui sentimenti porti poi in un vicolo cielo, dove la resa dei conti ci sarà, fino all’inizio di una nuova vita.

Ultimo racconto quello di De Cataldo, con il suo stile tipico di “Romanzo Criminale”, ci racconta la storia di alcuni dei personaggi principali: il capitano della Finanza Anselmo Federici, Rocco Moliterno, che lavora nella finanza bancaria per conto di una famiglia mafiosa e don Achille Patriarca, un vero e proprio uomo d’onore che muove affari e che assolda killer per uccidere se serve.

Lo scrittore con il suo stile inconfondibile ci mostra quali siano i confini tra il denaro “sporco” e il “pulito” nel mondo moderno tra narcos messicani, balordi qualunque, poliziotti di strada, palazzinari, uomini d’onore e nomi insospettabili della città bene, una Milano al centro di questo mondo fatto di droga e denaro.

Per tutti e tre il filo conduttore rimane sempre la cocaina che porta i vari protagonisti a fare delle scelte in cui il lettore ne rimane inevitabilmente coinvolto, spiazzandolo e facendolo riflettere..

Un libro corale, il cui sfondo non è il nero, il rosso sangue o il giallo, ma il bianco della droga, della cocaina che condiziona le tre storie che sembrano essere complementari tra di loro e ci mostrano un problema della società moderna dal nord al sud dell’Italia. Tre mondi diversi eppure tutti e tre toccati dalla droga, dove l’ambizione umana ne viene dapprima circuita e poi alla fine si mostra in debolezza.

I linguaggi sono diversi, nero come le pece quello di Carlotto, eccellente quello di Carofiglio che sa muovere le parole attraverso un dialogo fatto di battute e silenzi fra i due protagonisti e uno trascinante fino all’ultima parola quello di De Cataldo..

La cocaina quindi è ancora un male per la società, fa muovere ingenti capitali e fa crescere imperi, ma modella le coscienze e distrugge la vita delle persone che la conoscono. Dagli operai che l’aspettano in attesa di lavoro, a nuovi ricchi, manager, politici, poliziotti che prima seduce e poi rende un’ombra di se stessi.

Carofiglio con “La velocità dell’angelo”, Carlotto con “La pista di Campagna” e De Cataldo con “Ballo in polvere” sono tre grandi della narrativa contemporanea e ancora una volta ci dimostrano quanto siano veri maestri di scrittura moderna.

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