Incarichi ministeriali & dintorni

Solo una ristretta parte della stampa periodica ha evidenziato che al ministero della giustizia sono stati recentemente disposti, su richiesta della guardasigilli, inquadramenti in incarichi fiduciari di alcuni magistrati. C’è stata qualche critica, ma in generale i grandi giornali, legati a quei poteri forti che hanno lanciato al governo la Cancellieri, sostengono e continuano a sostenere la ministra.

È stato appurato in particolare che, con una contestata delibera, il Consiglio superiore della Magistratura ha accolto le richieste di Cancellieri permettendo che, per due dirigenti di sua fiducia, fosse praticamente aggirata la legge anticorruzione che fissa a 10 anni il tetto per le toghe fuori ruolo. I due infatti sono stati posti in aspettativa. Complimenti. Si perpetua così l’abitudine di adottare ogni escamotage, ovviamente legale, per favorire alcuni soggetti, come è accaduto nella recente gestione del Ministero dell’Interno. Anche in quell’occasione ci sono stati prefetti prorogati per due anni, grazie alla conoscenza personale della ministra, prefetti con doppio incarico (Milano e Bergamo; Palermo e Commissario della provincia di Roma), quasi che le sedi ricoperte (Palermo e Milano!) non fossero considerate dalla ministra così importanti da richiedere un titolare a tempo pieno, squalificando in tal modo, agli occhi della collettività, la funzione dei prefetti.

La circostanza che tanti scandali siano scoppiati quando al timone dell’interno c’era Cancellieri, anche se avvenuti in periodo precedente (l’ultimo quello che ha coinvolto massimi dirigenti del Fondo per i culti), è probabilmente dovuta al fatto che la ministra, nell’attribuzione degli incarichi, ha talvolta privilegiato coloro che facevano parte di gruppi a Lei vicini.

La ministra è molto furba: Le è stato chiesto di difendere i giudici di Milano dagli attacchi della politica, ma per ora ha fatto orecchi da mercante, per evitare di compromettersi. Si è limitata ad esternazioni precise soltanto in merito a quella parte delle riforme che riguarda l’eliminazione dei piccoli uffici giudiziari. Fino a quando potrà svicolare evitando prese di posizione scomode a favore dell’una o dell’altra parte in causa? Stavolta la matassa sembra più difficile da dipanare.

Cancellieri, giustizia


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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