A Prato è stato sottoscritto l'ennesimo protocollo per la sicurezza

Sicurezza, ministri e protocolli

di Paolo Padoin - - il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento

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I ministri Anna Maria Cancellieri e Angelino Alfano

Alla presenza del ministro dell’Interno Angelino Alfano, è stato sottoscritto sabato nella sede della prefettura il Patto per Prato Sicura, strumento attivo fin dal 2007, ma da aggiornare, e finalizzato a consolidare la cooperazione tra governo e istituzioni locali nell’azione di contrasto alle varie forme di illegalità. Firmatari del documento il prefetto di Prato Maria Laura Simonetti, il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco Roberto Cenni e il presidente della provincia Lamberto Gestri. Il ministro ha assicurato che saranno dislocati agenti di polizia in più per il territorio pratese, confermando l’attenzione del governo sui temi specifici che riguardano la città e la redistribuzione sul territorio delle somme recuperate da confische di beni provento di attività illecite o criminalità. Il ministro ha poi ribadito l’impegno a calibrare sulle esigenze di Prato gli obiettivi delle forze dell’ordine e degli uffici pubblici.

Il Patto prevede anche la prosecuzione dei lavori del Tavolo Permanente sull’Immigrazione, istituito nel 2010, che continuerà ad analizzare e approfondire i diversi aspetti del fenomeno migratorio a Prato, e delle attività di contrasto al fenomeno dell’illegalità nell’imprenditoria, che vedono impegnate, oltre alle Forze di Polizia, altri enti ed uffici pubblici.

Già l’11 febbraio 2012 il precedente ministro, Anna Maria Cancellieri, si era recata a Prato per garantire maggior sicurezza, annunciando la sottoscrizione di un protocollo Italia-Cina contro la criminalità. Dopo i commenti entusiastici del ministro e delle istituzioni locali del protocollo si è persa ogni traccia, ma  già in quell’occasione  Sindaco e Presidente della provincia avevano chiesto di andare alla definizione di un nuovo Patto per Prato sicura. Ampie le assicurazioni della ministra, ma è toccato ad Angelino Alfano accorrere, dopo più di un anno e mezzo, in soccorso degli amministratori per la firma del sospirato patto che dovrebbe rafforzare e rendere più efficaci le dinamiche di contrasto all’illegalità.

Personalmente non ho grande fiducia nella sottoscrizione di patti e contratti per la sicurezza. Le istituzioni nazionali e locali non hanno bisogno di sottoscrivere fogli e documenti e agiscono sempre per il meglio, nei limiti dei mezzi disponibili e della legislazione vigente, per contrastare la criminalità. Questi documenti servono soprattutto a giustificare, da parte del ministero dell’interno, l’invio di uomini sul territorio interessato, ed è già questo un importante risultato.

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già Prefetto di Firenze
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