La maggioranza sostiene compatta il ministro della Giustizia

Cancellieri non convince ma resiste

di Paolo Padoin - - Cronaca, il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento

cancellieri

Il ministro Anna Maria Cancellieri

Il caso Cancellieri si sta avviando, come previsto, verso una soluzione a tarallucci e vino. La linea dettata da «Re Giorgio» e seguita dal Presidente del Consiglio e dalle principali forze politiche (bisogna salvare il ministro per salvare il governo) è stata seguita disciplinatamente. Dopo che una buona parte della stampa aveva tracciato un quadro inquietante della vicenda, facendo emergere i rapporti della famiglia del ministro con i Ligresti, Cancellieri aveva reagito con grande fermezza sbandierando il suo impegno umanitario a favore dei carcerati e la sua correttezza istituzionale.

Questa autodifesa ha trovato un sostegno formidabile nella procura della repubblica di Torino che, rivendicando comprensibilmente la correttezza del proprio operato, ha finito per legittimare anche quello del ministro. La questione quindi si è ristretta al tema: il ministro ha forse privilegiato solo gli amici potenti che possedevano il suo numero di cellulare o si è comportato in modo analogo per altri casi sottoposti alla sua attenzione? Nessuno, salvo M5S, Lega Nord e Sel si è posto il problema fondamentale: ma è corretto che un ministro, anzi il Guardasigilli stesso, intervenga a sostegno, sia pure morale, di persone incriminate e incarcerate per gravi reati, manifestando con frasi non equivoche la sua solidarietà e disponibilità a fare qualsiasi cosa, e quindi disapprovando indirettamente l’azione dei magistrati (ricordiamo le sue parole intercettate, «non è giusto»)? Ecco, credo che a questo interrogativo il ministro, che si è appellato anche agli italiani, avrebbe dovuto dare risposta all’opinione pubblica.

In aula Cancellieri ha spiegato che la scarcerazione di Giulia Ligresti non era avvenuta per effetto di una sua ingerenza, ma a seguito di una decisione libera ed autonoma della magistratura torinese. «È vero, non tutti hanno la possibilità di bussare alla porta del ministro della Giustizia, non tutti hanno un diretto contatto. Ma posso garantire che nessuno più di me avverte questa disparità in tutta la sua dolorosa ingiustizia. Non esiterò a fare un passo indietro se dal confronto di oggi venisse meno o fosse incrinata la stima professionale su cui credo debbano poggiarsi le basi del mandato ministeriale. Non ho artificiosamente separato la persona dal ministro. Sono stata me stessa in ogni momento, ma non posso nascondere di essere addolorata per lo sviluppo di questa storia». E, nonostante fosse per lei sgradevole toccare un argomento su cui non poteva non sentirsi emotivamente coinvolta, ha affermato che suo figlio era stato citato indebitamente nella vicenda.

Al termine dell’intervento del ministro il Pdl ha preso una decisa posizione a favore, assimilando (pretestuosamente) l’intervento di Berlusconi pro Ruby a quello della Cancellieri per Giulia, e il PD, con le altre formazioni di maggioranza, si è schierato a difesa dell’operato e della poltrona di Cancellieri.

Le opposizioni invece hanno criticato aspramente il ministro, chiedendone le dimissioni dopo aver ricordato le note vicende degli intrecci professionali e familiari. Alla Camera il deputato 5 stelle Alfonso Bonafede ha osservato che il nodo non è giudiziario né procedurale, ma politico: il ministro non vuol capire la gravità della sua telefonata. E ha proseguito: «l’umanità non c’entra nulla con quello di cui stiamo parlando; l’umanità è di tutti e non può essere privilegio di pochi. Abbiamo il diritto di sognare un paese nel quale, quando la signora Fragni chiama il ministro questi risponde: mi dispiace personalmente ma sono il ministro della Giustizia e rispondo a tutti i cittadini»Il senatore di Sel Peppe De Cristofaro ha affermato che quello di Cancellieri non è stato un operato alla luce del sole, ma una telefonata nel classico stile «intervento dall’alto». Non ha fatto sconti Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord a palazzo Madama, che ha definito «gravissimo» il profondersi del ministro in assicurazioni sul proprio impegno a fare qualunque cosa a favore degli arrestati, concludendo: «Le chiediamo un passo indietro per ridare trasparenza a tutte le istituzioni».

Ritengo che l’intervento di Bitonci rispecchi fedelmente la realtà dei fatti e il sentire dei cittadini onesti di fronte a eventi di questo tipo.  E dubito fortemente che, nella situazione attuale, si riesca a cambiare questo squallido andazzo.

 

 

 

 

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già Prefetto di Firenze
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Commenti (1)

  • Biagio Agnello

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    Credo siamo tutti concordi nell’affermare che il ministro Cancellieri col suo comportamento non ha violato alcuna norma di legge. É stata però compromessa l’etica politica,per cui l’unica sanatoria sarebbe rappresentata dalle dimissioni. Ricordiamoci , però, che siamo in Italia, dove nessun politico ha dato le proprie dimissioni a seguito di fatti similari o addirittura più gravi. Quindi è tutto nella regola.Forse è meglio così altrimenti sarebbe caduto il Governo.Non è che faccia tanto, ma meglio poco che niente. Biagio

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