Strage di Viareggio, lo Stato non si costituisce parte civile

Il ricordo delle 32 vittime della strage del 2009
Il ricordo delle 32 vittime della strage del 2009

LUCCA – Una prima notizia, che arriva da Lucca, non è una di quelle che i familiari delle vittime si aspettavano: lo Stato non si costituisce parte civile al processo per la strage di Viareggio. E’ quanto ha annunciato l’avvocato Gianni Cortigiani che rappresenta la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri dell’Ambiente e degli Interni. L’avvocato ha spiegato che fra lo Stato e le assicurazioni di Fs e Gatx (la società proprietaria del convoglio che deragliò) «c’è una transazione in fase di definizione per un risarcimento che il legale definisce sostanzioso».

La proposta di transazione in questo momento è all’esame dell’Avvocatura Generale. Dopo servirà il via libera dei ministri e della Corte dei Conti. Si parla di alcune decine di milioni di euro.

Oltre alle circa 100 parti civili che si sono costituite durante l’udienza preliminare stamani hanno fatto richiesta, fra gli altri, le associazioni Codacons e Cittadinanza attiva e il sindacato Cgil.

«Lo Stato se ne frega dei 32 morti e se ne frega di avere la verità». Così Daniela Rombi, presidente dell’associazione Il mondo che vorrei, che raggruppa i familiari delle vittime della strage, ha commentato il fatto che la Presidenza del Consiglio e i ministeri non si siano costituiti parte civile al processo iniziato oggi per il disastro del 29 giugno 2009. «E’ una brutta cosa -ha aggiunto- Tutti dicono che sono con noi, ma ora basta prenderci in giro. Il 9 agosto lo Stato ha rinominato Moretti amministratore delegato di Fs. Quella di oggi è una logica conseguenza. Lo hanno nominato di nuovo alla guida del Gruppo nonostante fosse stato rinviato a giudizio. E’ una linea che respingiamo e che non accettiamo».

«Non approvo tale scelta e ti chiedo, a nome di tutta la città di Viareggio, di ripensare tale decisione». Con queste parole il sindaco di Viareggio, Leonardo Betti, chiede in  una lettera inviata poche ore fa al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, di rivedere la decisione annunciata dall’avvocato Gianni Cortigiani, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri dell’Ambiente e degli Interni, di non costituirsi parte civile nel processo della strage di Viareggio, la cui prima udienza dibattimentale si è tenuta stamani a Lucca. Sarebbero infatti in fase avanzate trattative per il risarcimento tra lo Stato e le assicurazioni delle Ferrovie e della società proprietaria del convoglio che deragliò. «Oggi -scrive il sindaco a Letta- non si è aperto un processo che dovrà soltanto definire un eventuale risarcimento economico: si parla di trentadue vittime, di bambini morti in quel terribile incendio, di una città devastata. Si parla di Giustizia, che andrà declinata in una sentenza che ci auguriamo possa definire le responsabilità penali di chi ha anteposto il profitto alla sicurezza e di chi non ha vigilato. Lo Stato, nell’ennesima strage che ha colpito il nostro Paese, non deve ancora una volta essere vissuto dai familiari e dai parenti delle vittime come un nemico che si accontenta di sostanziosi risarcimenti: lo Stato deve essere accanto a loro, come sommessamente ha fatto l’Istituzione che guido da pochi mesi, per pretendere Giustizia».

Alcuni familiari delle vittime si sono presentati in aula a Lucca, fra il pubblico, indossando magliette con le foto dei loro cari morti nel disastro. In aula presenti quattro dei 33 imputati: sono tecnici o vertici della ditta Cima di Mantova che montò l’assile che poi si spezzò provocando il deragliamento del convoglio. Assente invece l’ad di Fs Mauro Moretti.

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