Massa: false cremazioni, condannata srl

Foto d'archivio di un cimitero
Foto d’archivio di un cimitero

MASSA CARRARA – Si è chiuso il processo sulle false cremazioni al cimitero di Mirteto, durato 2 anni e mezzo, che ha visto imputate 13 persone, tra funzionari pubblici e gestori del forno crematorio. Tra le accuse dispersione delle ceneri, corruzione, truffa e associazione a delinquere. Per la corte, l’unico responsabile è la Euroservizi, società che gestiva il forno crematorio per conto del Comune che è invece stato ritenuto estraneo ai fatti. Il titolare della srl è stato condannato a 7 anni.

135 le famiglie che si erano costituite parte civile contro il comune di Massa. Le famiglie non verranno risarcite.

Unico responsabile è la Euroservizi, società che gestiva il forno crematorio per conto del Comune che è invece stato ritenuto estraneo ai fatti. Il collegio del giudici ha dichiarato Renzo Fialdini, funzionario del Comune, all’epoca dei fatti responsabile dell’Ufficio cimiteri, accusato di non aver controllato e denunciato quanto avveniva nel forno crematorio, colpevole soltanto di falsità ideologica, per 8 mesi di reclusione.

Renato Alibani, titolare della srl, è stato condannato a 7 anni per i reati contro i defunti e per associazione a delinquere. Con lui anche altri sette tra operai e soci della ditta. Da ricordare che patteggiò la pena a 4 anni e 10 mesi, Enzo Pucci, addetto al forno crematorio, che dopo l’arresto nel 2007 rivelò molti retroscena di quanto accadeva a Mirteto.

«Hanno ucciso i nostri parenti per l’ennesima volta. Ci aspettavamo una sentenza esemplare, invece alla fine hanno punito solo i pesci piccoli». Lo ha dichiarato alla  fine del processo Natalina Menchelli presidente dell’associazione nata a tutela e dignità dei defunti, cremati al cimitero di Mirteto a Massa. Momenti di tensione appena fuori dall’aula del Tribunale dove si erano radunate le famiglie delle vittime. Al momento dell’uscita degli avvocati che difendevano il Comune e dell’ex funzionario imputato e assolto, in tanti si sono lasciati andare a commenti e insulti.

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